L’AQUILA – Gli elettori le attendono, gli iscritti pure. E anche i vertici nazionali e regionali del partito sono favorevoli alle primarie nel centrodestra che, come ha sottolineato il vice coordinatore regionale del Pdl, senatore Fabrizio Di Stefano, “si faranno. E penso che una buona giornata per farle sarebbe la seconda domenica di marzo, il giorno 11”.

È questa la novità che emerge nella querelle in corso all’Aquila sulla querelle ‘primarie sì, primarie no’ che da settimane sta animando il dibattito politico nel  Pdl, ancora alla ricerca di unità e coesione su un tema tanto delicato.
 
Ieri il coordinatore uscente del partito, Gianfranco Giuliante, nel presentare il congresso di domenica prossima, nel corso del quale verrà investito ufficialmente il suo successore, Alfonso Magliocco, ha ribadito con forza la voglia di ricorrere alle consultazioni popolari, una novità assoluta per il centrodestra aquilano “a meno che non sia Silvio Berlusconi in persona a dare altre indicazioni”.

Un’esigenza già illustrata al segretario nazionale, Angelino Alfano, nel corso di un incontro romano a cui, come anticipato da AbruzzoWeb, hanno preso parte, oltre all’assessore regionale alla Protezione civile, anche l’ex ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli e il deputato aquilano Marcello De Angelis, direttore del Secolo.

 “Il partito ha stabilito che, senza una soluzione condivisa, le primarie sono l’unica via percorribile per la scelta del candidato sindaco – spiega Di Stefano – Domenica si svolgerà il congresso e ci sarebbero 15 giorni per organizzarle. Anzi, in quell’occasione si potrebbero annunciare già i candidati, visto che alcuni nomi già circolano. In ogni caso delle direttive e delle regole sono già state fissate per lo svolgimento delle primarie. Io sono per il partito delle regole”.

Nella ridda di nomi da tempo circolano i nomi del docente universitario Pierluigi Properzi, ma anche l’ex sindaco Enzo Lombardi ha dichiarato di essere pronto a tornare in campo per lo scranno più alto in Consiglio comunale, così come persino Giorgio De Matteis, almeno sulla carta, potrebbe parteciparvi.

Ipotesi remotissima, comunque, per il vice presidente vicario del Consiglio regionale, che ha già annunciato la sua candidatura a sindaco con il progetto politico “L’Aquila città aperta”

Di Stefano, inoltre, demolisce la “leggenda metropolitana” sulla ristrettezza dei tempi tecnici per l’organizzazione: “Non vedo perché i tempi non dovrebbero esserci. Se il centrosinistra le fa una settimana prima non vedo perché il centrodestra non potrebbe farle l’11 marzo”, mentre sulle pressioni esterne per bloccare lo strumento consultivo è stato molto chiaro e netto.
 
“Se il presidente della Regione, Gianni Chiodi, esprime una preferenza per una candidatura lo fa legittimamente, così come sono legittimati anche i dirigenti che fanno parte di questo partito, come Piccone (Filippo, coordinatore regionale, ndr), il sottoscritto o altri. Tutti possono essere favorevoli a questo o a quel candidato: indicazioni che, però, non possono influire sulla mancata convocazione delle primarie, le cui modalità sono state stabilite con regole e norme chiarissime”.
 
Giuliante, in conferenza stampa, si è detto disponibile a fare un passo indietro solo se il Cavaliere dovesse decidere per una candidatura che sia al di fuori delle primarie.
 
“Mi sembra, comunque, un’ipotesi remota – ha aggiunto l’inquilino di palazzo Madama – Certo, se dovessero esseri persone che remano contro le primarie allora ci si dovrebbe muovere in modo diverso. Ma penso che anche la classe dirigente dell’Aquila debba fare il proprio dovere: il coordinatore uscente Giuliante, fino a che rimarrà in carica, si è mosso e si deve continuare a muovere perché le primarie si facciano”.

Il braccio di ferro nel Pdl, con una parte che tira dritto per le primarie e un’altra, con in testa il presidente Chiodi, a sostegno di De Matteis, è in atto da tempo:  una prova di forza che alla fine sancirà un solo vincitore ma che, al tempo stesso, rischia di provocare ferite e lacerazioni difficilmente sanabili da qui al prossimo 6 maggio, giorno delle elezioni amministrative.

Il rischio è che vengano commessi gli stessi errori commessi nel 2007, quando il centrodestra si presentò frammentato, presentando un candidato rispettabile ma che gli elettori non accettarono fino in fondo (Maurizio Leopardi, oggi consigliere comunale di Fli) , consegnando al primo turno la città al centrosinistra?

“Il rischio di commettere errori – ammette Di Stefano – è sempre dietro l’angolo. All’Aquila c’è già un errore: siamo in ritardo. È vero che c’è stata la nevicata che ha bloccato e rimandato tutto ma adesso bisogna riguadagnare il tempo perduto.  Agli errori sulle candidature, già fatti in altre città nel 2011, si può ovviare solo in un modo: facendo le primarie. Solo così il candidato sindaco sarà quello che realmente è gradito dagli elettori”.

Fin qui la posizione del vice coordinatore, mentre sulla vicenda ancora non ha preso posizione ufficialmente il numero uno del Pdl in Abruzzo, il senatore Filippo Piccone, che pure AbruzzoWeb ha provato a contattare in più di un’occasione.