L’AQUILA – L’Ordine degli architetti dell’Aquila boccia il masterplan del Comune per la zona di piazza d’Armi. Due le accuse fondamentali: non è stato concertato ed è confusionario.

Secondo i tecnici, l’accusa fondamentale è che il progetto “non è stato concertato con la cittadinanza e con le professionalità del territorio”, ma è invece piovuto dal cielo.

“Il masterplan – spiegano gli architetti in una nota – non configura un’identità del luogo ma è un mix di funzioni difficilmente compatibili tra loro: attività sportive nuove, teatro, spazi verdi e parcheggi, chioschi, aree gioco, chiesa…”.

Secondo il presidente Gianlorenzo Conti e i suoi colleghi, insomma, “è privo della necessaria capacità di tenere in gioco la complessità degli interventi”.

Altra obiezione, il non tenere conto delle idee degli architetti: un concorso nazionale organizzato nel 2007 dallo stesso Ordine (intitolato “La Porta della Città”) e una nuova gara di idee, stavolta internazionale, lanciata dall’Unione internazionale degli architetti (Uta) in una recente riunione a Tokyo.

Questa presa di posizione rappresenta uno stop inatteso ai piani del Comune, che qualche giorno per bocca dell’assessore Pietro Di Stefano (nella foto) aveva ha presentato il progetto come “una mediazione tra le varie proposte che sono arrivate dopo il terremoto”.

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