L’AQUILA – Inizierà l’11 gennaio 2013 il processo a carico degli imputati per il crollo del palazzo di via XX settembre 79, dove nella note del 6 aprile 2009 nove persone persero la vita a causa del crollo dovuto al terremoto che provocò 309 vittime.
Nel corso dell’udienza di ieri il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella ha stabilito che agli inizi del prossimo anno il procedimento penale si aprirà a carico di cinque persone accusate di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi.
Si tratta di Francesco Laurini, 56 anni di Magliano de’ Marsi (L’Aquila) coamministratore della società Belvedere, proprietaria e comittente dei lavori su un immobile situato al fianco di quello crollato; Armido Frezza, 65 anni costruttore aquilano e socio di Laurini; Diego Scoccia, 57 anni di Rocca di Mezzo (L’Aquila) progettista e direttore dei lavori; Pietro Paoloni, 58 anni di Rocca di Mezzo, progettista architettonico e direttore dei lavori; Enrico De Cristofaro, 57 anni di Avezzano (L’Aquila), collaudatore statico.
Scagionati dalle accuse, invece, il funzionario comunale Renato Amorosi, che nel 2004 aveva firmato la concessione edilizia per i lavori, e Luigi Giuseppe Maria Bonifacio, che firmò la relazione geologica.
Stando a quanto riporta il quotidiano Il Centro “Laurini e Frezza sono accusati di aver realizzato un giunto sismico tra le strutture dell’edificio a confine, poi crollato, non rispettando ‘il martellamento’ degli stessi, e un incremento delle sollecitazioni dei due edifici a causa del sisma. Sempre a entrambi viene contestato l’aver realizzato nel seminterrato dei box auto che avrebbero amplificato il moto sismico con maggiore scuotimento dell’edificio crollato”.
Contestazioni analoghe sono state mosse nei confronti di Paoloni e Scoccia, mentre a De Cristofaro viene contestato di non aver rilevato la inadeguateza della posizione del giunto sismico. Non è escluso che errori siano stati commessi anche in fase di costruzione del condominio, realizzato nel 1963, ma i possibili responsabili sono già deceduti da anni.



