L’AQUILA – Ancora uno strappo in maggioranza al Comune dell’Aquila in sede di Commissione Bilancio, riunita questa mattina a Villa Gioia.
Dopo la discussione sul bilancio di previsione del Centro servizi anziani, ente strumentale del Comune, al momento di procedere con l’esame dei successivi atti propedeutici al bilancio di previsione dell’ente comunale la Lega, compreso il presidente della Commissione Luigi Di Luzio, ha abbandonato i lavori, in evidente polemica con il resto della maggioranza.
Decisione che fa seguito al comunicato al vetriolo diffuso qualche giorno fa dal capogruppo Francesco De Santis, dopo l’elezione di Chiara Mancinelli, consigliere in quota Forza Italia, alla presidenza della Commissione Politiche sociali, che ha chiesto di “verificare se c’è ancora una maggioranza in Comune visto che si è liquefatta nel giro di cinque minuti”. La Lega, che ha ritirato la candidatura di Tiziana Del Beato, ha insinuato l’ipotesi di un accordo tra Fi e una parte di opposizione che ha appoggiato la candidatura della Mancinelli, che ha avuto la meglio con 14 voti, 9 dei quali arrivati dall’opposizione, sul collega Giancarlo Della Pelle, fermo a 8 voti. Elezione arrivata a causa delle dimissioni del consigliere delle Lega Elisabetta De Blasis, che ufficialmente ha lasciato per “i troppi impegni lavorativi”.
E lo scontro questa mattina si è spostato in sede di Commissione Bilancio con l’abbandono dell’Assise da parte della Lega e del presidente, sostituito dal vice Daniele D’Angelo, di Benvenuto presente.
D’Angelo ha però deciso di non proseguire, parlando di una “bambinata” da parte della Lega e dimostrandosi contrariato. Condizione che lo avrebbe portato ad abbandonare a sua volta, nonostante ci fossero i numeri per continuare. Motivazioni, quelle date da D’Angelo, che hanno destato più di qualche perplessità.
A quel punto, come da regolamento, ha preso la presidenza il commissario anziano, Stefano Palumbo che però, a causa dell’assenza dell’amministratore unico di Asm, Lanfranco Massimi, ha dovuto sciogliere la seduta di Commissione, rinviando alla prossima seduta.
Dall’opposizione i consiglieri Stefano Palumbo, Paolo Romano, Giustino Masciocco , Angelo Mancini , Lelio De Santis, Elisabetta Vicini, Stefano Albano , Americo Di Benedetto, Elia Serpetti
Antonio Nardantonio, Emanuela Iorio e Carla Cimoroni, commentano: “neanche il riconoscimento della Perdonanza quale patrimonio immateriale dell’Unesco è riuscito a riconciliare i rapporti in seno ad una maggioranza impegnata ormai da due anni e mezzo a consumare guerre fratricide volte alla mera spartizione di poltrone e all’occupazione di ruoli di potere”.
“Dopo la discussione sul bilancio di previsione del Centro servizi anziani, ente strumentale del Comune, al momento di procedere con l’esame dei successivi atti propedeutici al bilancio di previsione dell’ente comunale la Lega, ivi compreso il presidente della Commissione Di Luzio, ha abbandonato i lavori, in evidente polemica con il resto della maggioranza, subito seguita dal consigliere D’Angelo, di Benvenuto Presente, vale a dire la lista con la quale si è presentato, ricordiamo, il sindaco Pierluigi Biondi”.
I consiglieri di opposizione lo defginiscono: “Un fatto di grave irresponsabilità politica e amministrativa, dal momento che incombe la discussione in Aula del bilancio di previsione, i cui lavori sono calendarizzati per lunedì 23 dicembre, e che porta con sé provvedimenti importantissimi per i cittadini, dalle aliquote sui tributi alla fissazione dei servizi, dai rifiuti ai trasporti, dagli asili nido ai presidi sociali, alla programmazione economica e, dunque, gestionale”.
“Lo scontro frontale tra forze in seno alla maggioranza, con gli strascichi di quanto è avvenuto la settimana scorsa con l’elezione del nuovo presidente della III Commissione e la conseguente verifica richiesta dalla Lega, sta colpevolmente pregiudicando la buona amministrazione della città”.
“Una faida tra partiti che lascerà macerie. Una lotta per il potere, senza il benché minimo senso di responsabilità, condotta sulla pelle dei cittadini, a dimostrazione e riprova, qualora ve ne fosse il bisogno, dell’inadeguatezza e la mancanza di maturità di chi sarebbe chiamato ad amministrare”, concludono i consiglieri.





