L’AQUILA – C’è tempo fino al 31 ottobre per partecipare al bando di concorso indetto dalla Scuola nazionale di cinema che offrirà a 12 meritevoli allievi la possibilità di frequentare un corso di reportage storico-d’attualità, unico in Italia.

“Si tratta – dice il direttore generale del Centro sperimentale di cinematografia, Marcello Foti – di un percorso di formazione adeguato alla città che lo ospiterà, un percorso che non abbiamo in nessuna delle altre sedi e che si configurerà come una vera e propria novità, anche perché mira a creare dei film-maker”.

“Un film-maker – aggiunge – riunisce la capacità di un regista, uno sceneggiatore e un montatore, permettendo così alla persona in questione di realizzare da solo il proprio film. Non abbiamo scelto di finalizzare la nostra scuola solo a questa figura professionale, perché crediamo che le altre siano in crisi ma, senza dubbio, il mondo del cinema è in continua evoluzione e questi professionisti non andranno a soppiantare le figure tradizionali, ma solo ad affiancarle”.

“D’altronde – sostiene Foti – per realizzare un reportage bisogna essere un po’ giornalisti, per capire cosa succede intorno a sé, e un po’ cineasti, per cogliere quegli aspetti della vita che generano materiale utile per un film”.

Quel materiale fatto di idee e di novità che oggi sembra incredibilmente venir meno allo stesso paese di Fellini, Leone o Pasolini.

Secondo Foti, “il cinema in Italia non è in crisi, ciò che è in crisi è la produzione di idee. Si possono avere i fondi necessari, ottimi attori e registi – sostiene – ma, come in ogni cosa, ciò che occorre in primis sono idee originali. La carenza di idee e forse anche legata al contesto sociale; non  a caso, il periodo più fecondo per il cinema italiano è stato il neorealismo perché raccontava la lenta e dolorosa ripresa del dopoguerra mentre oggi la cinematografia emergente si è spostata nei paesi dell’Est, dove si hanno situazioni simili”.

NON SOLO TERREMOTO

“La città dell’Aquila, a tale proposito, offrirà di certo più materiale, ma non vogliamo che il terremoto sia un argomento prioritario, i ragazzi faranno ciò che sentiranno opportuno altrimenti si rischia di sfociare nel vittimismo”.

“L’Aquila – afferma con convinzione – deve dimostrare di essere produttiva e di avere ancora tanto da offrire ai ragazzi. Noi, dal canto nostro, abbiamo scelto questa città perché, essendo un Ente dello Stato che dipende dal ministero dei Beni culturali, dopo il sisma del 6 aprile 2009 abbiamo avvertito una forte sensibilizzazione per aiutare L’Aquila e, in particolare l’Accedemia dell’Immagine di cui io sono stato, per un periodo, presidente”.

“Da una parte, quindi – continua il direttore Foti – si tratta del completamento di un progetto di regionalizzazione della Scuola nazionale di cinema che, oltre alla sede centrale di Roma e alle altre di Torino, Milano e Palermo puntava ad aprire in altre città e, d’altra parte, ci siamo assunti l’impegno di aiutare i ragazzi iscritti all’Accademia dell’Immagine a completare il loro percorso di studi attraverso un percorso di formazione quadrimestrale che partirà da lunedì 5 ottobre e permetterà agli studenti di recuperare il tempo perduto, in modo da poter superare l’esame finale regionale. Per gli iscritti al primo anno dell’Accademia ci sarà una condizione preferenziale per accedere al corso, pur considerando che, essendo un concorso pubblico, è aperto a chiunque abbia i requisiti artistici e culturali richiesti, che verranno stabiliti in una prova di selezione finale”.

I 12 promettenti talenti che supereranno la prova avranno davanti “tre anni di programma duro e impegnativo, in cui dovranno misurarsi con materie teoriche come la storia del cinema, della letteratura, del documentario ma anche, nella pratica, si avrà a che fare con il montaggio, con la fotografia grazie a tutte le attrezzature che saranno allestite nella nostra sede al nuovo edificio di via Rocco Carabba”.

“Ai ragazzi – precisa ancora Foti – saranno offerti, inoltre, la possibilità di stage presso le altre sedi della scuola e nelle aziende nel settore cinematografico e televisivo. Il nostro compito sarà far emergere capacità e talento, non arricchire una già presente cultura di base, indispensabile per questo indirizzo, ma non ci fermeremo lì. Non siamo un ‘diplomifico’, tant’è che il nostro diploma ha un valore intrinseco ma non legale; non ci interessa che, all’apparenza, il diploma valga qualcosa, ci interessa di formare ragazzi che troveranno lavoro in questo campo”.

“Abbiamo una nostra società di produzione – continua – che ci permetterà di realizzare, come si fa nelle altre sedi, dei lavori durante l’anno e un film di diploma. Normalmente questa società assiste gli studenti durante il percorso di studi ma non è escluso che una volta terminato, possa continuare ad esserci una collaborazione come dimostrato dal primo film dell’allievo Valerio Mieli, ‘Dieci Inverni’ e ‘Mozzarella storis’ di De Angelis, un allievo di regia, che uscirà il 23”.

Viene da chiedersi, a questo punto, se una città come L’Aquila, dopo due anni di apnea, in cui i problemi di tutti i giorni hanno travolto l’aspetto culturale della vita di molti, sia pronta a tutto ciò.

Secondo Marcello Foti, questa città ha sempre avuto uno stretto rapporto con il mondo culturale, per cui, si tratta solo di farlo riemergere.