L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila presto sarà chiamato a votare su 2,5 milioni di euro di debiti fuori bilancio pretesi dall’Aquilana società multiservizi (Asm) per servizi fatturati nel 2007 e non ancora pagati.

La vicenda inizia cinque anni fa, quando il Nucleo tributario della Guardia di finanza compie degli accertamenti presso la sede dell’Asm e scopre che, tra il 2004 e il 2006, non sono state emesse le fatture per la copertura integrale dei costi sostenuti dalla ex municipalizzata per i servizi resi al committente unico, il Comune dell’Aquila.

All’epoca, infatti, vigeva il regime del “full recovery cost”, cioè la copertura totale dei costi direttamente e indirettamente imputabili ai servizi erogati. La mancata fatturazione di 232.678,31 euro nell’esercizio 2004, 805.618,38 euro in quello 2005 e 1.259.365,04 euro in quello 2006, quindi, si potevano configurare come elusione fiscale, poiché l’Asm, in quanto società, avrebbe dovuto pagare sugli importi le tasse.

Di qui l’obbligo di procedere alla richiesta di tali somme al Comune dell’Aquila. Negli anni successivi il pagamento è stato sempre rinviato, in particolare perché una cifra simile non era disponibile nel bilancio dell’ente e si è dovuto attendere l’introito di una morosità pregressa della Asl per poter procedere all’impegno dei fondi.

La decisione, assunta in sede di Giunta, è passata al vaglio del collegio dei revisori dei conti. La presidente dell’organismo, Elena Fiocco, raggiunta da AbruzzoWeb, ha dichiarato di volersi prendere per intero gli otto giorni a disposizione del collegio, “perché la materia è abbastanza complessa e ci sono ancora delle questioni aperte”.

Intanto l’Asm ha già iscritto nel proprio bilancio la somma e se il Consiglio comunale dovesse far mancare il suo assenso sul provvedimento sarebbe un problema di non poco conto per l’azienda aquilana dei rifiuti. (red)