L’AQUILA – Una battaglia legale durata quasi 12 anni e conclusasi nelle aule della Corte d’Appello dell’Aquila, traccia un importante precedente in materia di tutela dei consumatori e responsabilità del produttore per i difetti di progettazione delle autovetture: Stellantis, rinunciando al ricorso in Cassazione, decide di risarcire 30mila euro chi comprò la macchina difettosa.
La vicenda ha inizio nel dicembre 2014, quando la proprietaria di una Jeep Patriot ha ricevuto da FCA Italy S.p.A. (oggi Stellantis Europe S.p.A.) una comunicazione ufficiale per una campagna di richiamo volta a eliminare un potenziale difetto ai tubi della pompa dell’acqua. Nel gennaio 2015 l’auto viene portata in officina per la sostituzione di un manicotto dell’impianto di raffreddamento, ma da quel momento comincia un vero e proprio calvario.
Nonostante i ripetuti interventi di controllo e riparazione effettuati presso officine autorizzate a causa della costante accensione della spia della temperatura dell’acqua, nel febbraio 2016 si verifica la rottura della pompa dell’acqua. Pochi mesi dopo, a seguito di un ulteriore e definitivo malfunzionamento, il veicolo cessa di funzionare, diventando totalmente inutilizzabile.
Di fronte al rifiuto da parte di FCA di procedere alle riparazioni in regime di garanzia, l’automobilista si è vista costretta a intraprendere le vie legali. La svolta arriva con l’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) disposto dal Tribunale dell’Aquila. La perizia del consulente tecnico d’ufficio ha accertato che il blocco del mezzo non era dovuto all’incuria del conducente, bensì a una “difettosità primaria d’origine derivante dal layout motore – impianto di raffreddamento”. In pratica, un difetto strutturale di progettazione che rendeva critiche le condizioni del sistema di raffreddamento con il progressivo invecchiamento della vettura.
Nel marzo 2024, il Tribunale aquilano ha accolto la domanda risarcitoria del consumatore, condannando la casa automobilistica al risarcimento del danno. Il ricorso in Appello e la conferma della responsabilità: Stellantis Europe S.p.A. ha impugnato la sentenza di primo grado ma il 13 marzo 2026. La Corte d’Appello ha confermato pienamente la responsabilità di Stellantis per il difetto strutturale d’origine.
La società automobilistica è stata così condannata a risarcire i danni patiti dall’automobilista e a rifondere le spese legali. Stellantis non ha promosso ricorso per cassazione e quindi la sentenza è divenuta definitiva. Il ricorso è stato presentato e vinto dall’avvocato Massimiliano Di Francesco del Foro aquilano.





