L’AQUILA – “La Asl è ingessata da tagli e situazioni difficili; disagi di origine non controllabile come quello avvenuto l’altro giorno non possono in nessun modo essere pianificati”.

Ad affermarlo ad AbruzzoWeb il portavoce della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Ugo Colista, in merito alle polemiche che sono sorte lunedì alla Asl dove gli utenti hanno lamentato tempi di attesa fino a due ore per il pagamento del ticket.

“Il Cup di Paganica – spiega Colista – era fermo da una settimana per un indirizzamento sbagliato di un computer e tutta l’utenza si è riversata sul San Salvatore, ma già da oggi (ieri, ndr) il problema, che non era nostro ma della Telecom, è stato risolto. Abbiamo registrato un’affluenza di 941 utenti per un totale di circa 3.700 impegnative, che sono un numero imprevedibile; c’è stato addirittura un utente che ne ha fatte ben 20, quindi lascio immaginare come la fila potesse scorrere lentamente”.

Il portavoce della Asl spiegato anche che “dal 23 dicembre al 6 gennaio abbiamo avuto un’affluenza media di 770 utenti: i 941 di lunedì erano davvero impensabili. Purtroppo quando il centro va in surplus ci sono evidenti difficoltà delicate da gestire”.

“Nessuno nega che ci sia stata una sorta di disservizio, se vogliamo chiamarlo così – aggiunge – ma c’è anche da dire che a quanto pare nessuno degli utenti ha pensato di fare l’impegnativa prima del 7 gennaio. Tra l’altro distretti come Pizzoli, Barisciano e San Demetrio erano aperti, ma la gente si è riversata tutta all’Aquila; se è vero che la sanità deve andare sul territorio è anche vero che la gente deve abituarsi ad andare sul territorio”.

Nella giornata di oggi (ieri) tuttavia ci sono stati meno problemi agli sportelli della Asl anche perché le casse aperte sono state dieci in mattinata e cinque nel pomeriggio e inoltre, come ha spiegato Colista, “alle 17 abbiamo smesso di dare i numeri eliminacode, accusati ieri di ‘illudere’ gli utenti”.

In merito alle due casse vuote di lunedì il portavoce della Asl ha affermato che “gli operatori c’erano e se non erano sempre presenti dietro le quattro casse è perché evidentemente stavano sbrigando qualche altro compito, dato che alcune volte c’è bisogno di alzarsi per controllare le schede dei pazienti, concesso anche il fatto che se un dipendente ha urgenza di recarsi ai servizi è libero di farlo. Vorrei anche aggiungere che ogni giornata di sportello aperto ha un costo di 200 euro, cifra che diventa notevole se moltiplicata per tutti i giorni dell’anno, soprattutto considerati tutti i tagli alla sanità quindi non possiamo permetterci che ci siano degli sportelli aperti inutilmente nei giorni in cui non prevediamo molta gente”.

“Domani (oggi, ndr) saranno aperte dieci casse la mattina e cinque il pomeriggio oltre alle due del Cup di Paganica che è tornato operativo. La fila ci sarà sempre – sospira Colista – è vero che questi giorni ci sono stati dei problemi ma è altrettanto vero che eravamo riusciti a portarla a venti minuti di attesa e comunque già adesso si sta tornando alla normalità”.