L’AQUILA – ”Il lavoro deve essere messo in primo piano all’Aquila altrimenti il capoluogo non potrà mai essere ricostruito veramente”.
Lo afferma la segretaria provinciale della Uilm-Uil, Clara Ciuca, sulle numerose vertenze occupazionali che affligono L’Aquila. Per la Ciuca “sono numerosi i lavoratori che hanno la tribolazione di non avere tra breve tempo un posto di lavoro”.
Il segretario provinciale della Uilm-Uil ricorda che “a fine mese scadrà la proroga della cassa integrazione alla Finmek Solutions e la chiusura per fallimento è sempre più vicina. È vero che i parlamentari Giovanni Lolli e Paola Pelino si stanno impegnando per avere l’ennesima proroga della cassa integrazione, alla quale sono interessati anche le maestranze della Finmek di Sulmona, ma sarebbe opportuno trovare imprenditori per dare un lavoro agli operai. Va ricordato che 70 persone non possono godere di nessun ammortizzatore sociale”.
La situazione critica è anche per la Technolabs in quanto “i ricercatori non stanno lavorando e stanno usufruendo dei corsi di formazione per andare avanti”.
In difficoltà pure l’Otefal in quanto “nonostante sia stato evitato il fallimento attraverso il concordato preventivo, non ci sono certezze per il futuro”.
Momenti difficili anche per la Fida “che non ha nessuna intenzione di presentare il piano industriale. Tra l’altro ha inviato un ultimatum ad Aquila Sviluppo, per diventare proprietaria dello stabilimento nel quale è ospitata all’interno del polo elettronico. Noi sindacati siamo contrari alle imprese che non vogliono portare sviluppo”. (S. Cas.)
Ciuca spiega che “oltre a non aver riassunto un certo numero di ex operai Lares Tecno, come accordi sottoscritti, vogliamo garanzie per il personale assunto. Va ricordaqto che su 80 dipendenti il 40% è in cassa integrazione”.
La Ciuca conclude che “purtroppo non è stata compiuta una battaglia seria per il lavoro. Che fine ha fatto la zona franca? Pare che sia diventata una nuova araba fenice. Possibile che non possa arrivare in città e negli altri Comuni del cratere altri strumenti per incentivare il lavoro?”





