L’AQUILA – Tra le circa 7 mila opere esposte dentro il Museo del Prado di Madrid, anche un quadro “scippato” alla città dell’Aquila: la Visitazione, dipinta da Raffaello Sanzio e destinata alla chiesa di San Silvestro, ma sottratta al capoluogo abruzzese nel 1655 da Filippo IV di Spagna, il ”Re grande”.
Un’opera che oggi attrae molti visitatori, per la lucentezza dei colori e per la sua grandezza, circa 2 metri x 1,5, e risale ai primi anni del Cinquecento.
L’opera, da quanto appreso, ha una storia romantica, di devozione familiare: sembra infatti che sia stata commissionata da Giovanni Battista Branconio, orafo e protonotaro apostolico aquilano, influente componente della corte papale dell’epoca, cameriere segreto di papa Leone X.
La madre di Branconio si chiamava Elisabetta e la famiglia volle omaggiarla con questo dipinto, pagato 300 scudi, che riproduce Santa Elisabetta in visita alla Madonna incinta, in un contesto paesaggistico mistico e molto luminoso.
Il dipinto, posizionato a lato dell’altare maggiore di San Silvestro, era venerato dai cittadini aquilani che si opposero, invano, al furto.
Anche secoli dopo, nel 2010, la cittadinanza ha cercato di intercedere con il governo spagnolo per ”riaverlo”, anche solo simbolicamente, e l’allora direttore per i Beni culturali e paesaggistici regionale, Anna Maria Reggiani, sollecitata dalle varie istituzioni, si rivolse al Consiglio comunale affinchè perorasse la causa: ma dalla Spagna, non si ottenne nessuna risposta, perfino nel clima di grande solidarietà internazionale post-sisma 2009 che ha visto peraltro la Spagna promettere, e non mantenere, lo stanziamento di finanziamenti per riparare il Forte cinquecentesco.
Nel suo piccolo anche AbruzzoWeb ha tentato, invano, di portare avanti la causa, chiedendo ai curatori del Prado se potessero prendere in considerazione almeno l’ipotesi di un ”prestito”, ma oggi come allora nessuna risposta.



