L’AQUILA – Ascensori rotti che necessitano, anche, di essere adeguati alle nuove dimensioni dei letti, carenza di organico al Pronto soccorso, che ha difficoltà a far fronte alle tante richieste quotidiane dell’utenza.
Sono queste le principali criticità riscontrate all’ospedale San Salvatore dell’Aquila da Roberto Santangelo, vice presidente vicario del Consiglio regionale, che in una nota spiega: “A seguito di alcune segnalazioni che mi sono pervenute dal territorio, ho ritenuto opportuno verificare personalmente la situazione di alcuni reparti dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila”.
“Dopo aver avuto un primo cordiale incontro con la dottoressa Simonetta Santini, direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, mi sono recato presso il Pronto soccorso che spesso, proprio per la sua funzione, è il luogo tra i più critici – aggiunge – Con il responsabile,il dottor Luigi Valenti, abbiamo convenuto che il numero degli attuali 14 medici del Pronto soccorso, contro i 17 previsti, sia appena sufficiente a garantire un livello di prestazioni accettabile in quanto, scendere al di sotto delle unità in servizio, si creerebbero forti criticità”.
Al Pronto soccorso si svolgono tutti gli accertamenti medici e diagnostici e spesso il sistema entra in corto circuito, particolarmente nel periodo estivo, in coincidenza delle ferie degli addetti. Quando entreranno a regime le nuove linee guide del Triage che sono state trasmesse alla Regione, con i nuovi codici numerici per la definizioni delle priorità e nuovi standard per l’osservazione breve intensiva, si spera di poter governare il sovraffollamento del Pronto soccorso, perché si stabiliranno dei tempi esatti per ogni esame per giungere, se necessario, all’assegnazione di un posto letto in un tempo fisso.
“Altro problema emerso dall’incontro è quello che si presenta al momento delle dimissioni, soprattutto dei pazienti anziani, perché si incontrano non poche difficoltà per il loro inserimento in strutture di Rsa o per la lungo degenza – sottolinea ancora – Sono stato informato che a settembre/ottobre prossimo verrà riconsegnato un nuovo edificio che sarà pienamente disponibile l’anno prossimo, dopo i collaudi e l’inserimento degli arredi, che potrà dare un po’ di respiro per la disponibilità di posti destinati al Pronto soccorso e per la lungo degenza”.
“Oltre alla riorganizzazione ospedaliera, di cui tanto si parla in questi giorni è necessario anche adeguare il nosocomio aquilano da un punto di vista strutturale. Sono ancora installati i vecchi ascensori, ad esempio, soggetti a frequenti rotture o malfunzionamento e che necessitano, anche, di essere adeguati alle nuove dimensioni dei letti in dotazione che risultano di grandezza maggiore anche per la presenza di apparecchiature di monitoraggio”, dichiara Santangelo.
“Quello che più mi preoccupa è la carenza cronica di unità di personale sanitario che viene tamponata o con contratti a tempo determinato o con lavoratori interinali e comunque con lavoratori che vengono formati, su cui si investe professionalità e che poi, nel tempo, possono essere spostati su altre aziende sanitarie, magari non abruzzesi. Sono sempre stato un forte sostenitore della territorialità – conclude Santangelo – e credo che coloro che studiano, si laureano, si specializzano, debbono poter riversare le professionalità acquisite sui territori di appartenenza. La zona aquilana post-sisma, disagiata, non può permettersi di perdere importanti risorse umane altamente specializzate. La salute dei cittadini ci sta a cuore e vigileremo affinché le istituzioni preposte alla prevenzione e cura del benessere siano all’altezza dei propri compiti e consentano a tutti un’alta qualità della vita”.



