L’AQUILA – È un processo partito in ritardo rispetto agli auspici, ma che vede già i primi frutti, quello di professionalizzazione e miglioramento della struttura societaria dell’Aquila Calcio, in occasione del ritorno del club rossoblù al terzo livello calcistico nazionale, la Prima Divisione di Lega Pro, dopo dieci anni dall’ultima apparizione.

La società del presidente Corrado Chiodi ha infatti mostrato alcune interessanti iniziative di modernizzazione e apertura alla città: il sito Internet ufficiale rinnovato e adeguato alle nuove esigenze, il ‘referendum’ tra i tifosi per la scelta della prima maglia e di quella da trasferta, anche se non sono ancora arrivate, l’iniziativa di portare il proprio fratello allo stadio in omaggio alla sfida tra fratelli tecnici Giovanni e Dino Pagliari contro il Pisa, solo alcuni degli ultimi esempi.

Non sono sfuggiti, inoltre, i miglioramenti organizzativi e i pienoni di pubblico in occasione di alcuni eventi organizzati dalla società, dalla festa promozione dopo la vittoria playoff sul Teramo, al più recente, la presentazione estiva della squadra, con la valorizzazione delle bellezze locali Claudia Romani, modella, e Alessia Reato, ex velina di Striscia la Notizia.

La presenza di quest’ultima, tra l’altro, ha favorito i contatti con il padre, l’imprenditore Marco Reato, già titolare della Kirby che era sponsor dell’Inter in serie A e oggi impegnato in una nuova attività legata alla ristorazione. Un nome, quello di Reato, dato negli anni ciclicamente vicino ai colori rossoblù ma che, almeno fino a oggi, non ha mai compiuto il grande passo.

Tra le iniziative di apertura della società a nuove opportunità di investimento e quindi di crescita del budget c’è stata anche l’amichevole estiva contro il Villa San Sebastiano per il “Memorial Giorgio Chinaglia”, l’ex centravanti della Lazio che circa 25 anni fa nella Marsica ha disputato, a 43 anni suonati, le ultime partite della sua lunga carriera.

Ora come allora il patron era Domenico Antonelli, attualmente proprietario del quotidiano Il Tempo, e chissà che non possa esserci l’apertura di un proficuo canale di comunicazione.

Si stringono poi rapporti con le società calcistiche minori, una via mai tentata prima dalle diverse gestioni che si sono succedute alla guida del club, tra i professionisti e in particolare tra i dilettanti, anche perché per il calcio minore del capoluogo L’Aquila è sempre stata una società ‘matrigna’. Ma le cose sembrano destinate a cambiare. Sia alla presentazione della squadra che alla prima di campionato, in notturna contro il Prato, sono state infatti invitate oltre 30 società minori.

Addirittura l’invito è arrivato anche all’Avezzano Calcio, una mossa “sacrilega” per molti tifosi, vista la storica rivalità sportiva (e vent’anni fa anche politica e amministrativa) che risale agli anni Novanta, oggi sopita solo per la differenza di categoria tra le due formazioni.

Una “eresia” che la dice lunga sulle ambizioni di unione e pacificazione della società rossoblù, anche perché i biancoverdi l’invito lo hanno accettato, e alla presentazione non ci sono stati solo perché, la stessa sera, c’era anche il loro vernissage.

Sempre in ottica di diplomazia, il presidente Chiodi ha partecipato alla presentazione dell’Amiternina, ma in questo caso è andata male.

Il nuovo vice presidente e plenipotenziario della società di Scoppito (L’Aquila), la vecchia conoscenza Pasquale Specchioli (ricreò L’Aquila Calcio radiata a partire dal suo Montereale), ai microfoni di AbruzzoWeb ha affermato sostanzialmente che senza il terremoto del 6 aprile 2009 nel calcio aquilano si sarebbe fatta meno strada con meno soldi e questo ha fatto infuriare la società, dando ragione ai “falchi” all’interno del club che non hanno mai visto e non vedono di buon occhio la seconda formazione calcistica del circondario.

Le “colombe” sono state messe temporaneamente da parte e L’Aquila Calcio ha risposto con una nota al vetriolo, così ora i rapporti sono freddi tendenti al gelido.

Meglio va con gli altri sport. Il capitano dell’Aquila Calcio, Marco Pomante, e quello dell’Aquila Rugby, Marco Di Massimo, in occasione della 719ª Perdonanza Celestiniana hanno sfilato e posato assieme. E il presidente neroverde Augusto Iovenitti era al “Fattori” nel match contro il Pisa.

Un ponte che si ricrea tra rugby e calcio, due mondi tra cui spesso nei decenni c’è stata incomunicabilità e talvolta anche antipatia reciproca

Pure qui si vuole invertire la rotta. Tanto che qualche sognatore, ma è un concetto molto di là da venire e molto futuribile, oltre al buon vicinato vede perfino la possibilità della nascita di una polisportiva.

Su alcuni terreni, invece, c’è ancora molto da lavorare. Uno di questi è la vicenda, che esiste praticamente da sempre, del campo di allenamento per la prima squadra, magari con una foresteria e la sede sociale, magari inserito in un complesso tutto di proprietà del club.

L’Aquila Calcio lo sogna da decenni, ma per la particolare peculiarità che si è creata ora non sembra troppo edificante che una società che ha come soci sei costruttori e altri imprenditori che lavorano nell’edilizia non riesca a risolvere questa criticità.

E poi c’è da pensare già al futuro, con i frenetici ritmi imposti dal calcio di oggi. All’orizzonte c’è quella che dovrà essere una definitiva professionalizzazione del complesso societario, con l’immissione di professionisti in vari settori chiave che facciano compiere il definitivo salto di qualità.

La società si andrà definendo anche in alcuni rapporti. L’ex direttore generale, Fabio Aureli, non ha ancora smaltito del tutto la delusione per il suo nuovo incarico di direttore dell’area amministrativa. Da quanto appreso non è stato facile accettare il declassamento.

Quanto al responsabile dell’area tecnica, Ercole Di Nicola, che ha allestito la squadra per la Prima Divisione dopo aver costruito quella che ha trionfato in Seconda, dopo il rinnovo del contratto per tutta questa stagione la sua posizione è sotto esame.

La vittoria del campionato scorso e il buon inizio di stagione con una squadra che vince e gioca bene gli hanno garantito un’ampia apertura di credito, ma agli osservatori più attenti non è sfuggito che stavolta il dirigente è stato supervisionato in alcune decisioni campali, a differenza degli anni passati, nonostante sia noto che nei contesti amicali talora affermi che nell’Aquila Calcio comanda lui.

Salendo ai vertici, si incammina sulla via del chiarimento il dualismo, esistente nei fatti ma sempre smentito a parole, tra Elio Gizzi, attualmente amministratore delegato e direttore generale, che era presidente prima di Chiodi e che ha riportato L’Aquila dall’Eccellenza fino al calcio professionistico grazie a un’ammissione d’ufficio e a un ripescaggio, da una parte, e lo stesso Chiodi, compare d’anello del suo predecessore, di cui è anche amico stretto e perfino nato nello stesso giorno, che appena arrivato ha vinto sul campo centrando una promozione storica, dall’altra.

Anche se pubblicamente i due dicono che va tutto bene, e in passato più volte hanno negato con note congiunte l’esistenza di qualsiasi dualismo, nel rapporto squisitamente professionale continua a non andare tutto d’amore e d’accordo.

Il discorso si allarga all’intero consiglio d’amministrazione del club, composto da soci che hanno quote abbastanza simili con il solo Chiodi che ha una fetta in più e governa da presidente. Gestire con una decina di teste quasi tutte allo stesso livello non è facile, certo le vittorie sul campo aiutano a remare dalla stessa parte ma anche così la catena del comando subisce rallentamenti.

E allora Chiodi potrebbe trovarsi di fronte a un bivio, lasciare com’è la gestione collegiale che fin qui è andata bene ma potrebbe rivelarsi un intoppo se e quando si vorrà puntare a traguardi più ambiziosi, oppure fare uno sforzo e rinsaldare con un ulteriore investimento, confidando sempre nella ricostruzione, la sua quota maggioritaria in seno all’Aquila Calcio.

LE NUOVE MAGLIE? ALLA FINE DI OTTOBRE

I giocatori e i tifosi dell’Aquila Calcio dovranno attendere ancora un po’ prima di poter indossare la maglia originale rossoblù, scelta appositamente alla fine di agosto dagli stessi supporter aquilani.

L’ordine per la casacca 2013-2014 è stato effettuato dalla società di Corrado Chiodi a inizio settembre e la Macron, l’azienda produttrice, consegnerà il tutto entro 45 giorni dalla ricezione dell’ordine, quindi a metà ottobre o giù di lì, anche se Elio Gizzi, amministratore unico dei rossoblù, parlando con AbruzzoWeb si dice fiducioso ma con riserva.

“Attendiamo la fine di ottobre per essere sicuri di poter permettere ai nostri ragazzi e ai tifosi di indossare le nuove maglie – spiega – la Macron sta tentando di consegnarcele in tempo ma se ci sarà un po’ di ritardo non sarà certo un dramma. Tutti noi vogliamo giocare e tifare con una maglia storica, quella della Prima Divisione, la C1, conquistata dopo tanti anni di assenza”.

Il presidente Corrado Chiodi aveva sperato di poter giocare con le nuove casacche già nella trasferta di Ascoli o almeno contro il Viareggio, ma il ‘miracolo’ non è arrivato. La Micron le consegnerà più avanti. (r.s.)