L’AQUILA – Nel corso dell’assemblea di ieri dei soci dell’Aquila Calcio, cui hanno partecipato indistintamente tutti i soci del sodalizio – Corrado Chiodi, Massimo Mancini, Stefano Cipriani, Antonio Brunamonti, Giuseppe Mililli, Stefano Valentini, Fabrizio Rossi, Fabio Baldassarra – oltre all’amministratore unico Angelo Antonio Ranucci, al direttore generale Fabio Guido Aureli, al presidente del collegio sindacale Cesare Stipa e al main sponsor Eliseo Iannini, “è stato svolto un approfondito esame in merito a quelle che sono le immediate esigenze finanziarie ai fini di una corretta prosecuzione dell’attività della società, a prescindere dalla categoria nella quale L’Aquila Calcio militerà nella prossima stagione”.
È quanto si legge in una nota della società rossoblù.
“A tal riguardo è emersa una forte coesione esistente tra tutti i soci, per la quale vi è la ferma e comune volontà di salvaguardare gli interessi societari e per essi le aspettative della comunità aquilana”, prosegue le nota.
“È stato quindi deliberato all’unanimità – viene annnciato – un importante aumento di capitale che conferma la coerenza e l’impegno di tutti i soci per sostenere con convinzione L’Aquila Calcio con rinnovata voglia di portare a termine il progetto sportivo. Per la ricapitalizzazione è stata convocata una nuova assemblea straordinaria, finalizzata all’attuazione di tale intendimento. Questo consentirà di far fronte a tutte le esigenze più pressanti. Sono stati inoltre esaminati i programmi futuri, tenendo presente la partecipazione sia al campionato di serie D che a quello di Lega Pro, subordinata ovviamente ad un ipotetico ripescaggio, per il quale la società si farà trovare pronta”.
“Tale argomento non è stato però oltremodo approfondito in attesa di quelle che saranno le decisioni del prossimo Consiglio federale che andrà a dettare le linee guida a riguardo”, conclude la società aquilana.
Intanto la società ha appena ratificato presso la Lega di competenza la risoluzione consensuale con il tesserato Raffaele Perna: una mossa che sembrerebbe superflua, visto che, con la retrocessione in D, il 30 giugno saranno rescissi tutti i contratti pluriennali: ma in questo modo il club si risparmierà un mese di stipendio, da quanto appreso circa 5 mila euro netti e 10 mila di costo aziendale.






