L’AQUILA – Dopo appena tre mesi di amministrazione, con le dimissioni di cinque consiglieri, cade il Consiglio comunale di Scoppito, popoloso comune dell’Aquilano.
Mentre il Popolo della libertà ancora festeggia le 50 mila adesioni raccolte in regione nell’ultima campagna di tesseramento, dopo Montereale il centrodestra perde un’altra amministrazione amica, per motivi ancora da capire.
“Forse – il dubbio del sindaco sfiduciato, Dante De Nuntiis – c’è un legame al fatto che l’amministrazione è favorevole all’insediamento della Coop?”.
Da quanto appreso, due consiglieri di minoranza, Massimiliano Cicolani e Sabatino Albani, si sono dimostrati disponibili alla fronda, e i tre di minoranza, Antonio Molinari, Orazio Raparelli e Pietro Volpe, hanno subito calato l’asso: dimissioni di metà Consiglio, decadenza dell’assemblea stessa e del primo cittadino.
Largo al commissario prefettizio almeno fino alla primavera 2012, quando si tornerà al voto, contemporaneamente al capoluogo.
Già primo cittadino dal 1995 al 2004, De Nuntiis ha vinto le recenti elezioni amministrative dopo aver ricoperto il ruolo di consigliere comunale d’opposizione, raccogliendo 1.220 voti (55,58 per cento) e sconfiggendo Antonio Molinari, fratello dell’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe, e Giulio Cricchi.
“Avevamo il Consiglio comunale e invece è arrivata la lettera di dimissioni dei cinque consiglieri – spiega l’accaduto De Nuntiis – tre della minoranza e due della maggioranza. Tutto questo senza nessun preavviso, e faccio notare che fino a oggi il Consiglio aveva approvato con voto unanime della maggioranza, e spesso anche della minoranza, tutti i provvedimenti”.
Il primo cittadino rivendica il successo dei suoi primi mesi di lavoro. “Il Comune – sbotta – era in netta ripresa come testimoniato dall’alto indice di gradimento della popolazione”.
Perché allora questo cataclisma? “Non c’è nessun motivo, credo di averlo intuito ma non lo voglio dire”, afferma un amareggiato De Nuntiis che, poi, però un po’ si sbottona.
“Lunedì prossimo – ricorda – ci sarebbe dovuta essere la conferenza di servizi per la realizzazione di un supermercato Coop a Scoppito, su cui l’amministrazione aveva espresso parere favorevole. Negli ultimi tempi contro questa volontà si erano mossi alcuni personaggi della concorrenza, anche pubblicamente. Evidentemente c’è un legame…”.
Sembra quasi che De Nuntiis se l’aspettasse. “A Scoppito – tuona – lo sport del tradimento è molto praticato da anni, in particolare da un gruppetto trasversale di persone. Perciò avevo fatto fare un giuramento solenne e pubblico, per due volte, alla presentazione del programma e dopo la vittoria, che tutti sarebbero stati fedeli al sindaco, al programma e agli elettori”.
“Evidentemente questo giuramento per quei due consiglieri non conta nulla”, accusa.
Il sindaco è tutt’altro che vinto e a quanto pare ben pronto a ripresentarsi. “Se la gente – promette – che mi ha dato un voto plebiscitario tre mesi fa e che era soddisfatta mi darà segnali di sostegno, perché non dovrei ricandidarmi?”.
“Oltretutto, non vorrei darla vinta a chi pratica l’inciucio e il tradimento come attività quotidiana”, conclude.






