L’AQUILA – Rischiano il licenziamento a partire dal prossimo 1° settembre i dipendenti del bar interno all’ospedale dell’Aquila, chiuso a causa dei danni riportati per il sisma del 6 aprile 2009 e mai più riaperto.
A denunciare la situazione è Daniela Spaziani, una delle ex addette della cooperativa La Cascina, azienda che si occupa di ristorazione collettiva e commerciale, che ha gestito l’attività commerciale fino alla data del terremoto.
“Su otto persone solo tre sono state reintegrate dalla Vivenda, azienda controllata dal gruppo La Cascina che si occupa di mense ospedaliere, scolastiche e delle caserme. Degli altri cinque dipendenti, tre sono cassintegrati a tempo pieno, mentre io e una mia collega, Angela Gratta, abbiamo accettato inizialmente di lavorare 30 ore settimanali con 10 ore di cassa integrazione. Da gennaio di quest’anno le ore lavorative si sono ridotte a 10″.
Le due dipendenti che hanno trovato una ricollocazione in Vivenda potranno lavorare fino al termine di agosto nella mensa del San Salvatore. Da quella data in poi per loro scatterà il licenziamento.
“La società si è comportata benissimo con noi, ci hanno tenuto in cassa integrazione facendoci lavorare, sperando che, all’apertura di un nuovo bar, avrebbero potuto riprenderci. Invece nulla è tutto fermo”, prosegue la Spaziani.
Finiti nel vuoto, per ora, i tentativi di avere un appuntamento con il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri.
“Ci stanno prendendo in giro da quattro anni ormai – conclude – abbiamo parlato con la segreteria di Silveri chiedendo un incontro, ma per ora tutto tace”.



