L’AQUILA – “Se fossi nei panni di Luciano D’Alfonso e dell’assessore Silvio Paolucci chiamerei un advisor che rilegga i bandi delle Asl abruzzesi degli ultimi anni. Alla luce di quanto accaduto, credo lo debbano a tutti gli abruzzesi”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, accende le polemiche dopo la notizia del ritiro da parte della Asl numero 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, di due bandi per forniture di presidi ortopedici e reagenti per analisi di laboratorio.
Secondo le indicazioni fornite da un advisor, sono stati ritoccati al ribasso gli importi a base d’asta, portando a un risparmio di otto milioni di euro su una spesa inizialmente prevista di 38 milioni complessivi.
Il primo cittadino, in una lunga nota su Facebook, spiega di aver caldeggiato l’intervento dell’advisor all’assessore Paolucci “al quale avevo ripetutamente segnalato che probabilmente si trattava di appalti sovrastimati”, spiega.
A quel punto “il direttore generale Giancarlo Silveri si è affidato a un advisor, che rivedendo gli appalti, peraltro già pubblicati, li ha definiti eccessivamente, a mio avviso inspiegabilmente, sovrastimati, riscrivendoli e facendo risparmiare ben 8 milioni di euro. si avete letto bene 8 milioni risparmiati su una previsione di 38 milioni”.
In una dichiarazione rilasciata al Centro, invece, Silveri afferma che “la nuova procedura è stata una scelta dell’azienda, non ci è stata imposta dalla Regione”, contrariamente a quanto asserito dal sindaco.
“Ci rendiamo conto di quale errore si stava verificando, e che solo per caso, e perché sono un rompiscatole (vero, lo riconosco) ce ne siamo accorti?”, prosegue Cialente, che sempre in relazione alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso manager della Asl ai giornali aggiunge: “Dal tono dell’interviste riportate si respira un clima di sospiro di sollievo, della serie…che fortuna che ce ne siamo accorti”.
“In una qualsiasi azienda – prosegue – in termini di risk management, questo evento non farebbe suonare un campanello d’allarme, ma tutte le campane e sirene d’Italia. Ma come può essere successo? Lo Stato ha deciso di tagliare 4 miliardi alle Regioni. Queste giustamente reclamano, paventando gli inevitabili tagli alla Sanità. Renzi risponde: risparmiate. Come sempre la verità è nel mezzo, o quasi. Ma se capitano errori (?) così gravi, con quale credibilità si difende la spesa in sanità delle Regioni? Come si giustifica che una siringa in alcune regioni costa 5 volte di più rispetto ad altre parti d’Italia?
“La metodologia del risk management – spiega ancora Cialente – impone di non preoccuparsi di identificare le responsabilità individuali, i responsabili. Qualcuno ha sbagliato, il problema è di chi deve controllare, e di chi ha la responsabilità amministrativa, e dovrà trarre le conseguenze. Ma in qualsiasi azienda il problema è capire perché, come è potuto accadere, e soprattutto se è già accaduto in passato. Ciò al fine di impedire che simili eventi abbiano a ripetersi”.
“Ma può essere che nessuno vuol capire che è finito il tempo allegro delle vacche grasse, che oggi si tira la cinghia, e che la stiamo facendo tirare soprattutto alle nuove generazioni? Lo so, qualcuno dirà che sono il solito rompiscatole, ma non è arrivato il momento di interrogarci?”, conclude.



