L’AQUILA – “Abbiamo proposto di utilizzare l’asilo comunale come sede per tutte quelle associazioni culturali, iscritte presso l’albo comunale delle associazioni culturali e di promozione sociale, universitarie e scolastiche, che si troverebbero così a poter organizzare eventi pubblici e di interesse collettivo”.
È quanto scrive Azione Universitaria in una nota, in relazione al dibattito sulla destinazione dei fondi stanziati dall’ex ministro Giorgia Meloni per l’asilo occupato di viale Duca degli Abruzzi, all’Aquila.
LA NOTA COMPLETA
Dopo le dichiarazioni apparse sui giornali locali, rivolte verso la nostra associazione con accuse totalmente futili e prive di fondamento logico, ci sembra doveroso spiegare alla popolazione cittadina quale è stata la nostra proposta presentata durante l’assemblea organizzata dal sindaco, Massimo Cialente, e dall’assessore Emanuela Di Giovambattista.
L’incontro promosso dal Comune aveva come scopo quello di cercare soluzioni fattibili su come poter spendere i famosi “Fondi Meloni”, tirati in ballo troppe volte dalle autorità senza mai avere dei riscontri reali sul territorio (si parla di una somma di 2.5 milioni).
A tal proposito, come associazione universitaria che opera all’interno dell’Ateneo aquilano da oltre 20 anni, eleggendo i propri rappresentanti in molti dei dipartimenti dell’Università, nonché nel Consiglio Studentesco di Ateneo, abbiamo sottolineato l’importanza di riqualificare l’asilo comunale sito in via Duca degli Abruzzi, attualmente occupato, per avere un centro di aggregazione sociale, realmente aperto a tutti, il più vicino possibile al centro storico.
Perché per noi è importante che si torni a popolare il centro non solo nelle fasce orarie serali, ma anche diurne. In aggiunta, consci de fatto che ad oggi molte associazioni culturali sia cittadine che universitarie non trovano una sede agibile in centro per poter svolgere le loro iniziative, abbiamo proposto di utilizzare l’asilo comunale come sede per tutte quelle associazioni culturali, iscritte presso l’albo comunale delle associazioni culturali e di promozione sociale, universitarie e scolastiche, che si troverebbero così a poter organizzare eventi pubblici e di interesse collettivo: potrebbero essere organizzate conferenze, presentazioni di libri, incontri gastronomici, creare una biblioteca comunale, oppure una sala studio che rimanga aperta anche dopo l’orario di cena, dato che ad oggi l’unica struttura che offre un servizio simile si trova a Coppito.
Non sarebbe nemmeno da scartare l’ipotesi di una collaborazione fattiva con l’università, infatti abbiamo proposto alle autorità presenti un progetto che coinvolga il dipartimento di ingegneria ed architettura dell’Ateneo per la riqualificazione dello stabile, casomai proponendo un bando per valutare le diverse idee di riqualificazione promosse proprio da chi sente la necessità di riappropriarsi di un luogo fondamentale per la città.
Come ultimo punto, abbiamo richiesto che gli uffici dell’assessorato alle politiche giovanili e quello alla cultura tornino in centro e vengano collocati dentro la struttura medesima, riuscendo cosi a ovviare a due punti: da un punto di vista sociale, questo sarebbe un ottimo segnale mediatico per una amministrazione cittadina che prima o poi dovrà tornare in centro, mentre da un punto di vista economico, permetterebbe un risparmio di fondi ingenti che potrebbero essere utilizzati in altri settori.
Il tutto teso a garantire la massima trasparenza e la massima partecipazione di tutte quelle associazioni che hanno uno statuto legalmente depositato presso gli uffici della Agenzia delle Entrate, e che vogliono collaborare per modellare un nuovo corso della socialità cittadina, casomai non trinceandosi dietro slogan sulla libertà partecipativa, figlie solamente di ipocrisia e miopia spicciola di chi da molto si trova a possedere uno stabile non di sua proprietà, dove svolge fantomatici festival per la “Città aperta” senza mai invitare nessuno, se non i diretti interessati, ovviamente.
Azione Universitaria è contro la logica del “cambiare affinché nulla cambi”, come potrebbe apparire a qualcuno, noi siamo per il confronto aperto e la massima trasparenza possibile, perché non abbiamo nessun problema o paura a impegnarci con le nostre idee e progetti per un’idea di città dinamica, attiva e propositiva. Durante il prossimo incontro,infatti, presenteremo anche la nostra idea di gestione dello stabile, che coinvolga tutto il mondo giovanile aquilano: dal lavoratore, allo studente, dal giovane all’anziano.
La riqualificazione dell’asilo comunale è l’emblema di una città che sappia ripartire da luoghi fisici per riaggregare veramente tutti i cittadini che sentono un bisogno oramai disperato, e molte volte ignorato dall’attuale amministrazione, di spazi per attività aggregative, ma sopratutto di trasparenza, non di abusivismo.






