L’AQUILA – Sabato 23 maggio, alle 18, andrà in scena all’Auditorium del Parco l’Open Space Quartet.

Iolanda Zignani al flauto, Cinzia Gizzi al piano, Pino Sallusti al contrabbasso e Carlo Bordini alla batteria, si esibirà sulle note della seconda Suite numero 2 di Claude Bolling, fra i primi artisti a realizzare nei suoi pezzi un’originale contaminazione in perfetto equilibrio fra il jazz nella sua forma più standard, il trio, e la musica classica, con riferimento a musicisti come ad esempio lo stesso Bach.

Nelle suites di Bolling le parti di improvvisazione sono scritte nota per nota, compresa la cadenza per lo strumento solista protagonista; tuttavia, molto spesso i pianisti si discostano dalla partitura per introdurre variazioni e improvvisazioni personali. Per queste ragioni, la musica di Bolling sta oggi suscitando crescente interesse da parte del pubblico sia del jazz che del repertorio classico e cameristico. 

Già nel 2000 Cinzia Gizzi e Carlo Bordini hanno inciso la suite per violoncello, insieme a Massimo Bastetti e Mauro Battisti. L’incisione della seconda suite per flauto porta avanti idealmente questo primo incontro con Bolling. Nello spirito del compositore e della sua tendenza a sperimentare e a unire classica e jazz, sono stati inseriti nel primo e nell’ultimo movimento spazi di improvvisazione per il contrabbasso e per la batteria. La stessa scelta del nome Open Space Quartet intende suggerire queste aperture e contaminazioni.

Cinzia Gizzi è affermata pianista jazz e docente di pianoforte jazz al Conservatorio di Latina e precedentemente dell’Aquila. Carlo Bordini unisce la competenza jazzistica alle frequentazioni di musica classica come percussionista stabile nell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Pino Sallusti vanta invece collaborazioni con insigni jazzisti, fra cui George Coleman, Gary Bartz, Jimmy Owens, e con le orchestre sinfoniche regionali del Lazio e del Molise. La flautista Iolanda Zignani, concertista e insegnante, si è infine perfezionata al Santa Cecilia di Roma, a Pescara e a Siena, dedicando parte della tesi e il recital della propria laurea specialistica a questo grande autore.

Nel programma concertistico, l’esecuzione della suite per flauto e jazz piano trio viene preceduta da due brevissimi pezzi, uno famosissimo di Bach per piano e flauto e un brano jazz per piano, basso e batteria, in modo da introdurre i due linguaggi che si fondono nella scrittura di Bolling.