L’AQUILA – Alcuni operai sono al lavoro da questa mattina per smontare i balconi del Progetto C.a.s.e di Cese di Preturo (L’aquila), tra lo stupore e la perplessità dei residenti, a quattro anni dal crollo di uno di essi.

L’operazione è in corso sulla palazzina della piastra antisismica numero 17, come segnala un’inquilina ad AbruzzoWeb.

“Mi ritrovo letteralmente murata in casa – denuncia la donna – perché non posso aprire nemmeno la finestra, non ci hanno detto niente, sono arrivati la mattina presto e hanno cominciato a smontarli. Non sappiamo il motivo, se è per ragioni di sicurezza o altro. Non è giusto, sono invalida, pago 238 euro di condominio e mi sento letteralmente abbandonata a me stessa”.

La signora ha sottolineato come questi alloggi siano nel degrado, con verde pubblico incolto, panchine dissestate e costanti infiltrazioni d’acqua negli appartementi.

“In 10 anni non è mai stata fatta manutenzione ordinaria o straordinaria – spiega – nei pavimenti non ci sono né guaine né isolanti, però paghiamo regolarmente canoni e spese accessorie, tutto questo è veramente vergognoso, dal momento che qui ci vive gente con redditi quasi al di sotto della soglia minima!”.

I balconi del Progetto C.a.s.e. sono al centro di polemiche e problematiche dal 2014, quando uno era crollato. Nel 2016 c’era stato un altro cedimento strutturale alla piastra 20, che aveva avuto come conseguenza degli sgomberi e dei sequestri in seguito a un’inchiesta della procura della Repubblica che portò al sequestro di circa 800 balconi in 500 appartamenti tra gli insediamenti di Sassa, Arischia, Cese di Preturo, Collebrincioni e Coppito.

Sui balconi è stato aperto un filone parallelo nei riguardi di funzionari del Comune, gettando ulteriori ombre su questa mega opera costituita da 19 New town, costata circa un miliardo di euro e voluta dall’allora premier Silvio Berlusconi per ospitare oltre 16mila aquilani sfollati negli oltre 4.500 alloggi prefabbricati e antisismici costruiti a tempo di record. (l.l.)