L’AQUILA – Ha lanciato tecniche innovative per tentare di sconfiggere il cancro ed è morto a 55 anni per una sorte malevola proprio per colpa del male del secolo, il professor Massimo Gallucci, ordinario di Neuroradiologia dell’Università dell’Aquila e direttore della stessa unità operativa complessa presso l’ospedale San Salvatore.
La notizia si è saputa ieri e stride con il clima di festa che la sua città, L’Aquila, affronta in vista dell’Adunata nazionale degli alpini.
Tantissime le manifestazioni di cordoglio per un professionista conosciutissimo in città, tanto nell’ambito ospedaliero quanto in quello accademico.
Negli ultimi anni ha fatto parte della équipe che sta mettendo a punto la tecnica “Hifu”, per il trattamento dei tumori attraverso gli ultrasuoni.
Accanto all’impegno medico e scientifico anche la passione per la musica, con l’appartenenza ai Sale chiodato, band di colleghi medici in cui si alternava tra voce, chitarra e sax. Fu proprio Gallucci a salvare la vita di uno dei componenti, Giancarlo Canelli, quando questi ebbe un malore durante uno spettacolo del comico Giobbe Covatta.
La camera ardente sarà allestita nell’Aula Magna dell’Università, Blocco Zero, via Vetoio, Coppito 2, dalle ore 10 di domani, domenica 17.
La cerimonia funebre si svolgerà nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Pettino, alle ore 15 dello stesso giorno. Dopo il rito, il corteo muoverà per il cimitero di Barisciano (L’Aquila).
CIALENTE: “VIA IN PUNTA DI PIEDI, CI MANCHERAI”
“Ciao Massimo. Te ne sei andato proprio oggi, quando la città, alla quale tu hai dato tanto, come professionista, uomo dì profonda cultura, amico di tanti, sempre pronto, sempre disponibile, vive la sua grande festa. Ho pensato, appena appresa la notizia, che ancora una volta tu abbia scelto, per tentare, senza riuscirci, di alleviare il nostro dolore immenso, di andartene in punta di piedi, discreto e gentile come sempre”, scrive il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulla propria pagina Facebook.
“Vi sono persone speciali, che hanno dei doni. Tu ne avevi tanti. Il più grande? La tua intelligenza, estrema che era unita alla tua grande semplicità. Tu eri quello che ti faceva sempre sentire che ogni cosa era facile a farsi, e che per te essere disponibile era una gioia – continua – Tutti, quando è tempo di andar via, lasciano un vuoto. Tutti. Ma per alcuni questo vuoto diviene incolmabile , e per noi resta il senso di una perdita estrema. Sentiamo che ci è stato strappato qualcosa di troppo importante. E odiamo, sì odiamo come ingiusto e vigliacco il male che ti ha portato via”.
“A questa comunità, alla nostra Università, al nostro ospedale, a tutti noi dovevi e volevi ancora dare tanto, ancor più di quanto ci hai dato. Che la terra ti sia lieve. Ti porteremo dentro di noi per sempre. Oggi con tanto dolore, domani spero con tanto affetto e gratitudine. Ciao Max”, conclude il primo cittadino.
PEZZOPANE: “STRONCATO DAL MALE CHE STUDIAVA”
“Massimo non c’è più. Nel pieno di una serata leggera e gioiosa mi travolge la notizia della perdita di una persona speciale. Molto e giustamente amato, Massimo Gallucci è stato stroncato da un male terribile che lui conosceva, leggeva e studiava”, scrive sempre sui social la senatrice Stefania Pezzopane.
“Lo conoscevo da sempre e sono sempre stata attratta dalla sua serenità e competenza. Dal suo amore per la musica e l’amicizia. Mi colpì saperlo malato del male che lui scopriva negli altri, tanti, che a lui si affidavano – conclude – Mi sconvolge ora che non c’è più perché so che mancherà a tutti enormemente. Addio Massimo, addio. Riposa in pace come meriti”.



