L’AQUILA – “Dopo questo incontro con le altre città che sono state o aspirano ad essere capitali europee della cultura, possiamo affermare di avere tutti gli elementi per candidare L’Aquila”.
Lo ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, nel convegno di oggi nella sede dell’assessorato all’Ambiente nel corso del quale c’è stato un confronto con Carlo Martins , rappresentante per la capitale della cultura portoghese del 2012 , Guimares), Ruben Zahra, per La Valletta, candidata del 2018 e Denitza Lozanova, per Sofia, candidata come L’Aquila per il 2019.
Ricostruzione della città da affrontare, secoli di complessa storia alle spalle, forte identità territoriale. E poi ancora, architettura di prestigio internazionale, così come gli unici beni paesaggistici del territorio e i prodotti doc della nostra tipicità gastronomica.
Queste le carte che L’Aquila intende giocare fino in fondo.
L’esperienza portoghese riportata dal presidente Joao Serra, che ha spinto la sua città a vincere l’obiettivo ha tra l’altro insegnato che le spese per tale operazione (per un budget iniziale di 25 milioni) potrebbero rientrare anche in questo caso grazie all’impatto mediatico dell’evento.
Per Guimares, infatti, essere capitale europea della Cultura ha significato nell’anno in questione un incremento di turisti da un massimo registrato di 500 mila a ben 2 milioni, con conseguente apertura di ben 150 attività commerciali.
Parallelo il percorso del capoluogo abruzzese con quello di La Valletta e della concorrente Sofia, città diverse tra loro ma che puntano tutte sulle qualità culturali puntando molto sulla partecipazione cittadina.
Il direttore esecutivo della candidatura di Sofia ha reso inoltre noto che la città si è attrezzata di uno strumento autonomo che si occupa di seguire tutte le fasi. Idea subito presa al balzo dalla Pezzopane, la quale ha espresso la sua volontà di voler costituire un comitato analogo per L’Aquila “che possa essere animato da tutta la popolazione”.



