L’AQUILA – I conti che non tornano nella ricostruzione, le cifre roboanti che non corrispondono alla realtà dei fatti, peraltro confermata dalle relazioni ufficiali, e i numeri che non mentono mai.
Tra l’incudine e il martello i cittadini, spaesati, oltre che arrabbiati, dalla disarmante facilità con cui si possono tirare fuori dal pallottoliere dati che spesso si ripercuotono, anche pesantemente, sulla vita delle persone.
È cosa nota che nel corso della visita del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca di ieri il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, abbia presentato una relazione ufficiale con tutti i numeri dell’emergenza, della ricostruzione, dei fondi disponibili e di quelli spesi: 95 slide, facilmente consultabili sullo stesso sito del commissario e su questo giornale, per avere un’idea su ciò che è stato fatto e ciò che si farà.
Un lettore di AbruzzoWeb, scorrendo il corposo documento, si è però soffermato a pagina numero 19, quella relativa ai contributi per la ricostruzione privata, e ha segnalato quello che può essere un errore di battitura o un orrore commesso da chi dovrebbe garantire funzionalità e celerità ai processi di ricostruzione.
Nella tabella, infatti, è riportato il numero dei contributi per la riparazione delle case “E”, quelle maggiormente lesionate, approvati dalla cosiddetta filiera: 4.085.
Tanti, ma non tutti quelli che sarebbero necessari per la ricostruzione della città, in ogni caso una buona quantità di pratiche evase sulle quali è il Comune l’ultimo soggetto istituzionale deputato a esprimersi per il via libera definitivo.
E scorrendo il dito sui contributi definitivi autorizzati dal Comune, questi risultano essere 2.032, ai quali se ne aggiungono altri 34 provvisori. Un totale di 2.036 finanziamenti.
“E i 2.019 restanti? Perché non vengono sbloccati?”, si chiede il lettore, evidentemente già esperto del girone infernale fatto di carte, perizie e controperizie, che si fa portavoce di una crescente sensazione di inquietudine dei cittadini, che quasi quotidianamente vedono i protagonisti istituzionali della ricostruzione accapigliarsi e battibeccare a suon di comunicati stampa e conferenze al vetriolo.
I soldi, come è scritto nella relazione, ci sono: 935 milioni cash, liquidi, della Cassa depositi e prestiti sono lì e aspettano di essere spesi.
Mettere un timbro o una firma sulla pratica, peraltro già vagliata e vistata positivamente da chi ha controllato che tutto sia in ordine, inoltre, non è un’impresa da sudare sette camicie. E anche fosse di personale dopo il sisma ne è stato assunto a sufficienza per poter fare per poter dare il cambio al timbratore o vidimatore di turno.
Volere è potere, recita un adagio: se poi c’è una città da ricostruire, diventaè un dovere. (g.a.)

DOCUMENTI CORRELATI:
LA RELAZIONE INTEGRALE DI CHIODI
Spett.le Redazione di AbruzzoWeb,
sono un cittadino aquilano, che, come tanti, attende che la pesante macchina burocratica pensata per l’esame delle pratiche della ricostruzione determini il diritto alle risorse e, per tale via, consenta l’inizio dei lavori per la ristrutturazione della propria casa classificata E.
Premetto che sono a favore di un controllo terzo e imparziale dei progetti perchè e facile immaginare l’esito qualora ciò fosse rimesso a soggetti legati all’apparato politico, magari locale. La cronaca ne da una non felice testimonianza quotidiana, purtroppo.
Questa mattina ho preso atto sul vostro sito della relazione che il commissario governativo per la ricostruzione ha consegnato al ministro Barca.
A pagina 19 è riportata una eloquente tabella che riepiloga lo stato di avanzamento delle pratiche. Vi si legge che per i fabbricati classificati “E”, le pratiche che hanno avuto esito positivo dell’intera filiera di controllo (Fintecna-Reluis-Cineas) sono pari a 4.085.
Nella colonna a fianco è riportato il numero di contributi concessi dal Comune di L’Aquila che, come noto, è l’ultimo anello della complessa catena. Ebbene c’è scritto che il Comune di L’Aquila ha concesso 34 contributi provvisori e 2.032 definitivi.
Dunque nel complesso il Comune ha concesso il finanziamento e ha consentito l’avvio delle pratiche per iniziare i lavori a 2.066 cittadini.
Nessun altro dato o spiegazione è riportata né sulla tabella né altrove, ma è evidente che, stando ai dati, risulta che 2.019 pratiche, pur avendo avuto il parere positivo dalla filiera, sono in attesa di provvedimento del dirigente del Comune che assegna le risorse per l’inizio dei lavori.
Non credo serva alcun commento. Ma forse qualcuno dovrebbe preoccuparsi o di smentire tali dati ovvero di dare una razionale spiegazione del perché un così alto numero di pratiche che hanno passato “le forche caudine” della filiera siano in attesa del provvedimento dell’amministrazione comunale.
È poco credibile la circostanza che siano tutte pervenute negli ultimi giorni: ovvero se ciò fosse, comunque il cittadino saprebbe che entro un tempo ragionevole ben 2.019 cantieri potrebbero partire, anche perché sempre dalla relazione si legge che ben 953 milioni di euro ancora sono disponibili presso la Cassa depositi e prestiti.
È probabile che, nel corso della conferenza stampa o in altra circostanza, tali dati siano stati meglio illustrati e resi più leggibili, se così fosse confido nel vostro sempre professionale lavoro che aiuti a chiarire, per quanto possibile visto il tema, la reale situazione delle pratiche.
Chiedo per cortesia di non essere citato essendo la mia una semplice riflessione che, forse, può contribuire a far capire qualcosa in più e magari far emergere lacune in qualche tecnocrate ovvero a indirizzare meglio la comunicazione delle informazioni sulla ricostruzione possibilmente scevra dalle stucchevoli e insopportabili liti tra le parti politiche a cui, ahimè, abbiamo assistito in questi tre anni.
Grazie.
(lettera firmata)
L’ASSESSORE DI STEFANO: ”DATI DIVERSI, RITARDI COLPA DELLA FILIERA”
L’AQUILA – Dati errati e taroccati nello specchietto delle pratiche di ricostruzione ferme perché ancora manca l’avallo del Comune dell’Aquila.
A replicare alla segnalazione di un lettore di AbruzzoWeb è l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano, che in una nota difende l’operato del Comune.
Di Stefano sottolinea che le pratiche evase sono 2.302 e non 2.032 come scritto dal lettore e comunque secondo i suoi dati delle 1.700 pratiche ferme circa quasi 1.500 sono ancora al vaglio della filiera tecnica mentre 200 circa riceveranno il contributo di qui a una settimana, secondo i tempi tecnici.
LA NOTA DELL’ASSESSORE
Gentile Redazione, mi riferisco alla notizia comparsa in data odierna sul vostro sito web “Ricostruzione: 2.000 pratiche ferme, ok da filiera, non da Comune L’Aquila”, a compendio della lettera di un anonimo lettore che chiedeva lumi sui dati contenuti nelle slide consegnate ieri al ministro Barca.
L’anonimo asserisce, leggendo quanto riportato nelle slide predisposte per il ministro Barca, che i fabbricati classificati “E” con esito positivo dalla filiera di controllo, sono 4.085, mentre solo 2.032 sono i contributi definitivi concessi dal Comune ai quali si aggiungono 34 provvisori.
Si premette che il report usato è quello che il Comune diffonde settimanalmente da oltre due anni a un nutrito indirizzario e-mail che comprende, naturalmente, la struttura del commissario per la ricostruzione.
A corollario esplicativo del report sono inserite note che chiariscono lo stato delle pratiche presso il Comune, motivandone l’eventuale ostata emissione del contributo.
Ma nel report diffuso da AbruzzoWeb e, presumibilmente, fornito al ministro dal commissario Chiodi, dette note risultano omesse, inducendo l’anonimo lettore e la pubblica opinione a facili e fuorvianti conclusioni.
Sarò più preciso nel giustificare il mio disappunto: il report utilizzato é della settimana del 10.02.2012 e risulta essere anche manomesso ai danni dell’amministrazione, poiché proprio il dato dei contributi definitivi concessi non é quello riportato di 2.032 pratiche, ma di 2.302.
Tuttavia, per migliore chiarezza, mi avvalgo dell’ultimo report (diffuso il 17.02.2012) nel quale risultano 4.163 gli esiti positivi di Cineas (che non coincidono con quelli dell’intera filiera) e 2.445 i contributi definitivi concessi dal Comune a cui si aggiungono i 27 provvisori per un totale di 2.472.
La differenza reale tra i positivi Cineas e i contributi concessi dal Comune (definitivi + provvisori) è di 1.691.
Di questi 1.691, ben 1.138 sono pratiche di parti private (delle quali non è possibile emettere il contributo perché le parti comuni sono ancora all’esame della filiera), 185 sono carenti di documentazione varia, benchè già richiesta ai proprietari, 110 hanno il parere positivo di Cineas, ma non quello di Reluis (dunque incomplete anch’esse).
Quindi, riassumendo, per 1.433 non é possibile emettere il contributo, per 215, in istruttoria al Comune, è possibile e, generalmente, si stima una settimana per l’emissione.
Preciso inoltre che, in caso di sostituzione edilizia volontaria, il numero di pratiche di parti private e parti comuni che in ingresso in filiera è dato dal numero dei singoli appartamenti più l’unità di parte comune, in uscita si concretizza con un solo contributo complessivo, annullando di fatto il numero di ingresso.
(Es. un immobile di 10 appartamenti si concretizza in 11 richieste [10+1]: lo Stato, in base alle convenzioni stipulate dal Commissario, paga alla filiera 1.600 € a pratica, senza distinzione tra parti private e comuni, ma il Comune emette UN SOLO contributo definitivo).
Infine bisogna chiarire, a ogni buon conto, che ogni pratica non costituisce un cantiere, ma il cantiere è dato dall’intero immobile.
Su questo ultimo punto il Comune ha sempre dato disposizioni per velocizzare l’emissione del contributo, sostenendo che è sufficiente che siano state valutate le parti comuni dell’edificio, poiché senza di esse è tecnicamente impossibile fare l’intervento ed aprire il cantiere.
Vi saluto cordialmente, sperando di essere stato abbastanza esaustivo sia per l’anonimo lettore che per tutti i fruitori di AbruzzoWeb.
Pietro Di Stefano
MORGANTE: ”QUESTI DATI SONO OGGETTIVI…”
“Questi sono dati di carattere oggettivo, da un lato ci sono pratiche con l’esame della filiera tecnica terminato, che vanno trasmesse ai Comuni competenti, dall’altro lato il Comune dell’Aquila ha fatto solo 2 mila contributi definitivi”.
Questo il commento di Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, alla lettera diffusa dal lettore di AbruzzoWeb che evidenziava nei dati forniti al ministro Barco il fatto che ci siano oltre 2 mila pratiche di ricostruzione ferme in attesa del parere dell’amministrazione.
“Questo dato – aggiunge Morgante – fa capire dov’è il collo di bottiglia. Si tratta di un dato oggettivo. Se c’è un gap di questo tipo ci vuole molto di più a far partire la ricostruzione”. (alb.or.)



