LANCIANO – “Non ho fornito alcuna informazione a Felice Di Fazio in merito all’indagine su usura e truffe. Le telefonate intercorse con lui erano personali legate alla mia stessa posizione di vittima di usura”.
È stata questa la difesa di Mario Di Campli, il dipendente della procura di Lanciano (Chieti) arrestato martedì scorso per presunta violazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento nei confronti di Di Fazio a sua volta arrestato lo scorso 28 novembre unitamente ad Alfredo Di Toro.
Di Campli, assistito dall’avvocato Antonio Codagnone del foro di Lanciano, ha risposto alle domande del gip Massimo Canosa respingendo le accuse e confermando di essere vittima di usura da parte di Felice Di Fazio.
Secondo l’accusa, Di Campli avrebbe passato informazioni coperte da segreto d’indagine a Felice Di Fazio, arrestato il 28 novembre scorso per usura e truffa insieme ad Alfredo Toro.






