CHIETI – “In Abruzzo ma anche nel resto d’Italia non è affatto semplice investire. Per fare impresa, oggi il mondo impone una certa velocità di esecuzione per stare al passo con i tempi. Purtroppo, però, la burocrazia italiana non sempre permette di fare subito”.
È il pensiero dell’imprenditore abruzzese Luca Tosto, amministratore delegato della Walter Tosto di Chieti Scalo, a pochi giorni dall’acquisizione della commessa in Bahrein da 45 milioni di euro per l’ammodernamento della più grande raffineria dello Stato.
Una acquisizione ottenuta insieme all’azienda ‘gemella’ Belleli di Mantova, passata nel gruppo Walter Tosto nel 2016 per 5 milioni di euro.
“Per fare bene il nostro lavoro – spiega Tosto ad AbruzzoWeb – se c’è bisogno di costruire un nuovo capannone produttivo, però tra il pensarlo e il realizzarlo passano quattro anni”.
“E questo è un limite, purtroppo, di tutto il sistema italiano – ammette con rammarico l’imprenditore – vuoi per problemi ambientali, vuoi per le autorizzazioni”.
“L’eccesso di burocrazia, in pratica, scoraggia l’impresa – conclude – perché manca un volere comune, una voglia di andare tutti nella stessa direzione”.
Nello specifico, alla più grande raffineria del Bahrein verranno forniti sette reattori e altri numerosi apparecchi per le unità “Hydrocraking”, cuore di uno dei più grandi investimenti in Medio Oriente, il progetto “Babco Sitra Refinery”.
Il gruppo Tosto può contare su un fatturato consolidato, quello del 2017, da 170 milioni di euro.



