L’AQUILA – L’ammodernamento della strada statale 17, che dovrebbe velocizzare il collegamento tra L’Aquila e Pescara, è un progetto dell’Anas che risale a molti anni fa. È un piano complesso, un’opera imponente su cui nel post terremoto si sta premendo molto l’acceleratore per tentare di risolvere i problemi di viabilità locale e regionale. Il tutto senza rischiare di perdere i fondi già stanziati.

Il progetto rientra nell’ambito degli interventi di adeguamento della statale 17, approvati dal Cipe nel 2001, in tutto il tratto che va da Rieti a Navelli. Nel territorio aquilano l’intervento è stato suddiviso in tre lotti lungo la direttrice che collega lo svincolo di Bazzano alla piana di Navelli.

Il primo lotto, quello compreso tra Navelli e San Pio delle Camere, è stato già completato, non senza polemiche visto che la realizzazione di numerose rotatorie disseminate lungo la strada non ha affatto risolto i problemi di viabilità e collegamento tra il capoluogo e la città di Pescara, ma ne ha anzi creati di nuovi.

L’altro troncone del progetto riguarda l’adeguamento del tratto San Pio delle Camere – San Gregorio (dal km 45+000 al 58+000) ed è ancora in una fase progettuale. Il progetto dell’Anas è infatti stato “bocciato” dal Comitato Via (Valutazione impatto ambientale) della Regione Abruzzo dopo le numerose richieste di modifiche presentate da parte dei Comuni interessati all’opera (Poggio Picenze, Barisciano e San Pio delle Camere) e dovrà essere quindi modificato.

L’ultimo lotto è la cosiddetta “variante Sud”, la strada che dovrebbe collegare lo svincolo di Bazzano con la statale 17 in località San Gregorio. Anche per quest’ultima porzione di progetto ci sono state critiche e proteste, con tanto di ricorsi al Tar da parte di comitati e associazioni locali. Diversamente dal secondo lotto, qui il progetto è esecutivo, i lavori sono già iniziati e i cittadini sono sempre più preoccupati per l’impatto ambientale che un’opera così grande avrà sul territorio.

Ma quali sono le ragioni di una contestazione così aspra a questo progetto?

Per capirlo bisogna innanzitutto fare chiarezza sui vari lotti del progetto, le relative problematiche e la situazione attuale dei lavori.

LOTTO SAN GREGORIO-SAN PIO DELLE CAMERE: OPPOSIZIONI LOCALI E LA PROPOSTA DI UN “PIANO B”

Si tratta dei lavori di adeguamento del tratto della statale che collega San Gregorio a San Pio delle Camere.

Impatto ambientale negativo, svincoli enormi a ridosso dei centri abitati e in zone a forte rischio idrogeologico. Queste le principali critiche al progetto sollevate dai Comuni interessati. Contestazioni che in qualche modo sembrano essersi placate dopo la decisione del Comitato regionale Via, presa qualche giorno fa, di accogliere almeno in parte le richieste di modifica al progetto avanzate proprio dalle amministrazioni locali.

In primis il Comune di Poggio Picenze, quello più penalizzato in quanto interamente attraversato dalla statale 17. L’opera, così come concepita dall’Anas, prevedeva infatti la realizzazione di una “superstrada” che, seguendo il tracciato della statale, sarebbe passata attraverso il centro abitato del paese, con tanto di barriere acustiche dall’impatto visivo e ambientale oggettivamente negativo. Secondo il progetto, due rotatorie sarebbero dovute sorgere proprio in punti a forte rischio idrogeologico.

Il Comitato Via ha bocciato questi interventi, indirizzando l’Anas verso un piano più “light” con un semplice ammodernamento della statale 17. Una soluzione che a molti appare solo come un palliativo: se è vero che lo scempio ambientale è stato in questo tratto evitato, è altrettanto vero che l’obiettivo di trasformare questa strada in un’arteria di collegamento importante con la città di Pescara rimane incompiuto. 

La speranza è che venga ripresa in considerazione la proposta fatta dall’amministrazione poggiana di una variante che andrebbe ad attraversare la zona Sud dell’abitato di Poggio Picenze, ricongiungendosi con la statale 261 che porta a San Demetrio ne’ Vestini. In questo modo il paese verrebbe aggirato dal nuovo tratto stradale, favorita una viabilità più scorrevole e messe in collegamento tra loro le zone industriali di Poggio-San Demetrio-Fossa e quella di Monticchio-Bazzano.

La riunione del Via, che si è espressa esclusivamente sull’impatto ambientale dell’opera, che dovrà ora essere esaminata in una conferenza di servizi, ha accontentato anche il Comune di Barisciano.

Lo svincolo inizialmente previsto dall’Anas in corrispondenza del bivio attuale tra la statale 17 e la strada che porta al paese, è stato infatti spostato e verrà realizzato un po’ più a Ovest rispetto a prima. In questo modo si eviteranno i disagi legati ai trasporti pubblici e agli stessi cittadini, che per entrare in paese avrebbero dovuto superare il bivio, percorrere una rotatoria e tornare indietro verso Barisciano.

Non è andata altrettanto bene al comune di San Pio delle Camere, la cui amministrazione aveva chiesto l’inclusione nel progetto di alcuni svincoli per l’accesso ad alcune aziende agricole. Queste indicazioni non sono però state recepite dal Comitato Via.

VARIANTE SUD BAZZANO-SAN GREGORIO: A RISCHIO LA RICOSTRUZIONE DEI BORGHI

Controversie e polemiche caratterizzano anche il progetto legato alla variante Sud, la strada che, secondo il progetto dell’Anas approvato in via definitiva nel dicembre 2009, collegherà la ss 17 Ter, nota come “superstrada” di Bazzano, e la frazione aquilana di San Gregorio.

A differenza del lotto San Gregorio – San Pio delle Camere, che consiste in un ammodernamento del tracciato originario della statale, per questo tratto è prevista la realizzazione di una variante, una nuova strada che passerà dietro Onna al di qua del fiume Aterno.

È questo forse il progetto più contestato in quanto ricade su una delle zone più devastate dal terremoto del 6 aprile 2009 e che rischia di essere ulteriormente danneggiato da un’opera di un così grande impatto ambientale.

La decisa contrarietà a quest’opera da parte degli abitanti di Onna e San Gregorio si è concretizzata in un ricorso presentato al Tar, che ha però respinto l’istanza di sospensiva immediata e che dovrà ora pronunciarsi sugli aspetti sostanziali dell’opera.

Nel progetto è prevista la realizzazione di un terrapieno alto tra i 6 e gli 8 metri che sorgerà a pochi metri da Onna, la frazione dell’Aquila completamente distrutta dal terremoto, che rischia di rimanere isolata, intrappolata tra la statale 17 da un lato e questo sbancamento dall’altro. Per consentire la realizzazione della variante dovrà addirittura essere abbattuta una delle pochissime abitazioni sopravvissute al sisma.

Inoltre la grande arteria ricadrebbe all’interno delle aree perimetrate dal Piano stralcio difesa alluvioni della Regione Abruzzo (Psda), una zona a elevato rischio idrogeologico per le esondazioni del fiume Aterno che nel dicembre dello scorso anno è straripato proprio nell’area che sarà interessata dai lavori.

Il fatto che più preoccupa le popolazioni locali è che la variante Sud, secondo anche quanto sostenuto dai comitati San Gregorio Rinasce e Onna onlus, rappresenterebbe un enorme ostacolo al processo di ricostruzione dei due borghi. Viadotti, svincoli, sopraelevate ed enormi rotatorie sorgerebbero proprio a ridosso delle abitazioni lesionate dal sisma. In questo modo sarebbe pressoché impossibile programmare un processo di ricostruzione.

Un aspetto altrettanto importante è quello legato al rischio che la forte vocazione rurale venga compromessa da quest’opera. Molti terreni verranno necessariamente espropriati proprio in una delle poche aree agricole della piana aquilana.

Agli occhi dei comitati oppositori, la procedura di approvazione dell’opera sarebbe illegittima perché fatta in base ad alcune ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri che stabilivano deroghe all’ordinamento vigente per approntare interventi ritenuti indispensabili per fronteggiare l’emergenza post sisma.

Il punto su cui si basano le contestazioni si basa proprio su questo: cosa c’entra un’infrastruttura ordinaria, approvata nel 2001, con il terremoto e le trasformazioni urbanistiche messe in atto per far fronte all’emergenza post sisma?

Al momento una delle soluzioni individuate da comitati e associazioni che si oppongono al progetto consiste nello spostare la variante al di là del fiume Aterno, verso Monticchio, per allontanare la strada dai centri abitati.

Intanto amministrazioni locali e associazioni che si oppongono all’attuale progetto dell’Anas si riuniranno il prossimo 8 novembre con l’obiettivo di stilare un Protocollo d’Intesa contenente proposte da sottoporre alle istituzioni competenti. (e.m.)