L’AQUILA – Un convegno di livello nazionale, con la partecipazione di esperti di assoluto rilievo nel campo della sicurezza aziendale e dell’intelligence anti terrorismo, con la presenza d’eccezione del capo della Polizia Franco Gabrielli. Peccato solo per un’organizzazione che non ha consentito di lavorare al meglio ai giornalisti che in particolare, privi di supporto e assistenza, non sono riusciti ad intervistare Gabrielli, che tornava oggi nella città in cui ha ricoperto il ruolo di Prefetto nel difficile periodo post sisma.
Al di là di questo, il convegno sicurezze integrate nel sistema Italia, che si è svolto all’Auditorium della scuola della Guardia di finanza dell’Aquila, è stata l’occasione per affrontare un tema di grande e scottante attualità, in particolare per le aziende che si muovo in scenari globali, ovvero la tutela dell’incolumità delle risorse umane, del patrimonio aziendale e della riservatezza dei dati sensibili, e ancora il rischio rappresentato, in molti Paesi dal terrorismo, e dalla criminalità. A cui si aggiunge l’obiettivo ancora di ridurre il numero ancora alto di infortuni sul mondo del lavoro.
L’evento è stato organizzato dalla Asl La Asl 1 Abruzzo, dall”università dell’Aquila, l’Istituto Nazionale di fisica nucleare, dall’Inail e l’Associazione italiana ambiente e sicurezza (Aias). Al centro del dibattito la strategia da perseguire per integrare e coordinare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza, da quella che ha per oggetto le risorse umane, safety, a quella relativa al patrimonio aziendale, security, pasando per quella che si occupa della riservatezza dei dati sensibili, privacy, e infine l’Intelligence, che prevede gli scenari di rischio.
“La nostra straordinaria lingua – ha esordito il capo della Polizia Gabrielli – così ricca di sfumature in questo caso paga un limite rispetto a quella inglese, perché non distingue tra security e safety, per noi sicurezza è un concetto indistinto. Lo dico anche perché la mia carriera professionale mi ha portato ad attraversare i tre mondi della sicurezza, la safety, perché sono stato capo dipartimento Protezione civile, ho poi diretto un’agenzia di intelligence, e oggi sono al vertice della security nazionale, come direttore generale della pubblica sicurezza. E dico dunque che questi tre mondi, questi tre diverse sfaccettature del mondo della sicurezza devono trovare un punto di sintesi, la minaccia è globale e la risposta deve essere integrata, per l’elementare logica secondo la quale è solo l’unione che fa la forza”.
Ed evidenzia che l’Italia “nel mondo dell’intelligence abbiamo raggiunto un livello di integrazione che non ha pari nel mondo. Tutto ruota intorno alla condivisione dell’informazione”.
Per Maurizio Ardingo, del consiglio nazionale dell’Associazione professionale italiana ambiente e sicurezza, imprenditore operante a L’Aquila e moderatore del dibattito, “un convegno non può risolvere un problema – spiega Ardingo – r ma deve indicare delle strade, e quella che sta emergendo è la necessità di integrare tutte le azione e gli attori, affinché la sicurezza sia globale e dunque efficace”.
E cita come esempio la sua esperienza di Safety manager di expo di Milano.
“A Milano c’è stata un’ intelligence security e una safety che hanno funzionato benissimo, se non c’è stata la bomba, è perché tutto ha funzionato per il meglio. E questo è accaduto, perché si è sempre lavorato in strettissima sinergia, arrivando anche a simulare 18 scenari emergenziali, in cui oggi attore sapeva cosa doveva fare e come”.
La tavola rotonda del mattino è stata dedicata alla Safety e ha affrontato il problema della liceità degli accertamenti sanitari sui singoli lavoratori nell’interesse non solo dell’individuo ma anche della collettività: accertamenti per droghe, alcoldipendenza, gravi disturbi del sonno, sieropositività, etc. sono tutte condizioni che, se adeguatamente conosciute e controllate, possono apportare al lavoratore una migliore protezione sanitaria (ma anche il rischio dell’inidoneità al lavoro) e, contemporaneamente, salvaguardare da infortuni e malattie i terzi (colleghi, utenti, pubblico).
Oltre a ciò, sono stati presi in considerazione gli aspetti tecnici e giuridici del lavoro umano in rapido mutamento e i nuovi vincoli contrattuali destinati a profonde modificazioni nel diritto del lavoro: precariato, smart work, contact center di nuova generazione, lavori h/24 in espansione nei servizi stanno profondamente mutando il mondo del lavoro nel quale, tuttavia, bisogna sempre garantire la centralità della persona in relazione alla prestazione lavorativa richiesta e prodotta. La tavola rotonda del pomeriggio è stata dedicata alla Security e all’Intelligence, affrontando il problema della salvaguardia dei dati e della incolumità aziendale da attacchi di vario genere, interni ed esterni.
Antonio Paoletti, docente di medicina del lavoro all’Università dell’Aquila, ha evidenziato che “tema di attualità, da aggiornare anche dal punto di vista normativo, è la sicurezza nei luoghi e nei processi di lavoro delle figure terze, quella del cliente ad esempio.
Caso emblematico è quello delle studentesse italiane che erano in Spagna per il progetto Erasmus morte in Spagna,morte a cuasa di un dramatico incdente, causato da un autista che ha avutro un colpo dio sonno, perchè si è scoerto veva lavorato trooe eore consecutivamnte e neon era nelle dovute condizioni di lucidità”+
Tra gli altri relatori, Pietro Farinosi (Cra), Domenico Pompei, Asl 1, Vincenzo Zaffarano, Aias, Giuseppe Piegari, Agenzia unica nazionale ispezioni lavoro, Pierguido Soprani, Foro di Bologna, Ester Rotoli, Inail, Antonio Giampaoli, Infn, e Francesco Sidoti, Univaq, Francesco D’Auria, Pirelli group security, Andrea Chittaro, Snam SpA Security, Manuel Di Casoli, Expo Milano.





