L’AQUILA – Il Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con Spazio Tre di Teramo, presenta dal 24 al 26 novembre alle 21, e il 27 novembre alle 18, nel Teatro studio Keiròs di Roma, La Lezione di Eugène Ionesco con la magistrale interpretazione di Bartolomeo Giusti, Vincenzo Macedone, Eugenia Rofi, e la regia di Silvio Araclio.

La produzione nasce nell’ambito di “Progetto Abruzzo” che vede il TSA promotore delle più vitali iniziative culturali del nostro territorio: sul palcoscenico quindi un perfetto esempio della nuova attività dell’ente teatrale regionale in collaborazione con le amministrazioni provinciali.

“Impegnarsi nella cultura e nel teatro per una promozione di qualità del nostro territorio e del capitale umano – spiega Massimo Vagnoni, consigliere provinciale di Teramo e consigliere di amministrazione del TSA – è quello che si prefigge questo progetto e andremo avanti in questo senso con il bisogno di sentire tutte le realtà culturali presenti”.

La Lezione è uno dei testi più importanti di Eugène Ionesco, è un “dramma comico”, è “teatro dell’assurdo” perché “il teatro è essenzialmente rivelazione di cose mostruose” così l’autore definì il suo spettacolo al debutto a Parigi il 16 febbraio del 1957, nel piccolo Théâtre de La Huchette, nel Quartiere Latino a due passi da Notre Dame.

Il protagonista assoluto di questo classico è il linguaggio, come dimostrazione della difficoltà di comunicazione, ma soprattutto come strumento di potere. È il professore a decidere i significati da dare alle parole e chi ha il potere del linguaggio ha il potere sulle cose e sulle persone.

Dietro un’apparente lezione si consuma un rito gotico e omicida che si ripete all’infinito sotto gli occhi complici della governante. Il linguaggio assurdo e paradossale amplia e dilata il gioco crudele che si instaura tra il professore e l’allieva.