ROMA – Clamorosa protesta dei deputati della Lega che hanno occupato l’Aula di Montecitorio mentre era in corso il Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al decreto Bonafede che include misure sull’ordinamento penitenziario e misure legate alla tutela della privacy in relazione alla app Immuni.
“Tanti di voi ci hanno chiesto di rimanere in Parlamento fino a che dal governo non arriveranno risposte concrete agli Italiani su: mascherine e protezione sanitaria per tutti, cassa integrazione non ancora arrivata ai lavoratori, soldi veri a commercianti e imprenditori, certezze per le famiglie coi figli a casa e le scuole chiuse, sospensione vera dei mutui, sostegno per affitti e bollette, mafiosi da riportare in carcere. Gli Italiani si sono dimostrati anche in emergenza un grande Popolo, adesso meritano fiducia e protezione. Noi ci siamo, stanotte fateci compagnia a distanza”, scrive su Facebook il leader del carroccio Matteo Salvini.
L’annuncio era già arrivato nel pomeriggio, attraverso una nota: “Restiamo a oltranza in Parlamento, finché non ci saranno risposte per tutti i cittadini”.
Dalla parlamentarizzazione delle misure sull’emergenza virus alla gestione della riapertura delle scuole, con un inedito asse Pd-Lega sul tema dei precari: la fase 2 dell’uscita dal lockdown rischia di portarsi dietro anche una fase 2 nella dialettica tra opposizioni e maggioranza.
Con la Lega che salta sul carro della protesta il giorno dopo la manifestazione di Giorgia Meloni che con Fratelli d’Italia ha manifestato davanti a Palazzo Chigi, segnando un’ulteriore spaccatura all’interno del centrodestra.
Fonti di Fratelli d’Italia spiegano all’Adnkronos come la mossa del leader leghista non è stata condivisa con FdI e per questo c’è un po’ di amarezza. Lo stesso vale per Forza Italia: “Non siamo stati informati – ha dichiarato Antonio Tajani – non ne so nulla”.
In una nota congiunta le capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini scrivono: “Comprendiamo il senso dell’iniziativa della Lega: mai come in questo momento chi crede nel valore supremo della libertà ha il diritto e il dovere di mantenere alto il livello di vigilanza sulle implicazioni del più lungo periodo della storia repubblicana di compressione di valori costituzionalmente tutelati. Né ci sfugge la inadeguatezza delle iniziative assunte dal Governo e dal Presidente del Consiglio dei Ministri per fronteggiare l’attuale emergenza e l’uso improprio della comunicazione istituzionale a cui assistiamo ogni giorno. Crediamo altresì utile proseguire nel nostro duplice sforzo da un lato di provare costruttivamente ad incidere sui provvedimenti in corso di approvazione in Parlamento, dall’altro di rappresentare al Paese che un’alternativa è possibile, rafforzando ogni giorno di più la compattezza del centro-destra. Come abbiamo fatto oggi in Parlamento con le risoluzioni comuni sul Def e con la mozione a difesa di tutte le libertà. Iniziative entrambe caratterizzate da una giusta e preventiva condivisione”.
La questione riproposta, indirettamente, anche dall’intervento della presidente della Corte Costituzionale – sulla necessità di rispettare i paletti della Carta anche in un periodo emergenziale – ha ridato fiato a quanti, trasversalmente, premono per un ritorno nelle sedi opportune della normativa dell’emergenza. Un tema su cui battono da giorni la Lega e Fdi, che ora tuttavia hanno trovato un alleato anche nella maggioranza: il capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Stefano Ceccanti, ha presentato un emendamento al decreto Covid per “parlamentarizzare” i Dpcm.
Una fonte normativa, a suo avviso, che in fase di emergenza ha assunto un “rilievo sconosciuto in precedenza”. Ma che in vista della fase 2 andrebbe ora regolata con un parere preventivo e vincolante delle Camere.
Intanto sull’account del M5S Senato, il capogruppo del Movimento a Palazzo Madama Gianluca Perilli, commenta: “Il calo di consensi mette la Lega sull’orlo di una crisi di nervi. Non si può utilizzare il Senato in maniera strumentale per pagliacciate mentre il Paese e i cittadini hanno bisogno di risposte e di persone che lavorano. L’assenteista cronico Salvini deve venire in Senato a lavorare, non a fare il gioco della propaganda e della disinformazione”.
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto Bonafede che include misure sull’ordinamento penitenziario e misure legate alla tutela della privacy in relazione alla app Immuni.
Su quest’ultima parte, spiegano fonti del governo, sono state apportate alcune modifiche rispetto alla bozza del provvedimento circolata nel pomeriggio.
Il provvedimento varato dal governo si muove su più terreni: da una parte quello della giustizia e dall’altro il capitolo privacy riguardante l’app che gli italiani sono invitati a utilizzare per il tracciamento dei contatti delle persone contagiate.
L’elemento principale del decreto riguarda proprio il funzionamento dell’app Immuni, con un’importante premessa: non ci sarà nessuna limitazione e nessun divieto per chi deciderà di non scaricare l’applicazione.




