Patrocinato dalla Regione Abruzzo, dal Comune di Avezzano e dalla Comunità Montana Marsica 1, è partito ieri il progetto “Un Clownbus per giocare”.

“La nostra idea è quella di allestire un mezzo coloratissimo che possa raggiungere varie frazioni del comprensorio marsicano, portando con se alcuni clown che invaderanno luoghi abitualmente abitati dai bambini (scuole, palestre, giardini) ma anche luoghi nascosti e un po’ silenziosi:case di riposo, centri per disabili, orfanotrofi”, ha dichiarato Mario Vitale, Presidente della Federazione “Nasi Rossi Abruzzo”, che ha promosso ed organizzato l’intervento.
I clown coinvolti nel progetto sono volontari del sorriso, che da tempo lavorano presso ospedali e case di riposo per portare gioia e sorrisi a bambini ed anziani.

Si tratta di animatori adeguatamente formati, che offrono la loro simpatia, la loro disponibilità di ascolto e la loro allegria al fine di alleviare la condizione di persone in difficoltà, essi, vestendo i panni da clown, si fanno promotori di un’assistenza vista come servizio, dove la comicità e’ utilizzata per creare familiarità e ridurre il disagio.
Per questa giornata inaugurale dell’attività, cui si spera ne possano seguire tante altre, i Nasi Rossi si muoveranno nell’ambito di Avezzano e visiteranno il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Avezzano e la Scuola dell’infanzia di Madonna del Passo: incontreranno così bambini di fronte a realtà diverse, come quella di un ricovero e del primo giorno di scuola, per proporsi come messaggeri di pace e solidarietà in una società dove sempre più il gioco viene negato.

“Il progetto intende costituire un servizio di animazione itinerante di valenza ludica-educativa, capace di sollecitare occasioni spontanee e organizzate di incontro e di gioco nei luoghi dove risiedono e vivono bambini, ragazzi, adolescenti, adulti e anziani, promuovendo la loro partecipazione nel rispetto della dignità e delle differenze di ognuno.
L’obiettivo principale che ci prefiggiamo è quello di portare il gioco ovunque, specie in periferia e nei luoghi del disagio, con una progettualità di animazione e di divertimento che tiene conto del contesto ambientale in cui opera. Il gioco quindi, come esperienza sociale, di costruzione di rapporti con gli altri”, ha concluso Sabrina Mastrodicasa, coordinatrice dei progetti dei Nasi Rossi.

Fonte: Federazione Nasi Rossi Abruzzo