PESCARA – Andare oltre ed abbattere il muro del pregiudizio, attraverso un progetto di inclusione sociale, con lo scopo di garantire a tutti gli stessi diritti. All’interno del parco Villa De Riseis a Pescara, sorge il primo ristorante della città con personale disabile.
L’idea nasce nell’istituto alberghiero De Cecco dall’iniziativa del presidente della cooperativa “Aurora” Carlo Pepe.
“In principio i ragazzi sin dall’ingresso a scuola, preparavano le pietanze per poi distribuirle al momento della ricreazione. L’iniziativa ha avuto da subito un grande successo tanto che, nell’anno seguente, complice l’aumento dell’affluenza all’istituto, i laboratori erano diventati troppo stretti. Da qui l’idea di costituirsi sotto forma di cooperativa sociale per continuare il progetto che aveva avuto successo sotto tutti i punti di vista”, racconta Pepe.
Alla domanda come hanno affrontato i ragazzi l’ingresso nel mondo del lavoro, il presidente risponde: “Per loro stare tra la gente è la miglior medicina, poter chiedere ai clienti cosa desiderino, cucinare quelle pietanze con le loro mani o anche elaborare un caffè per loro è tutto. Starebbero qui dalla mattina alla sera, alcuni di loro sono davvero instancabili”.
Di fronte al ristorante c’è l’altalena per i ragazzi in carrozzella, altra iniziativa della cooperativa “Aurora” resa possibile anche grazie a contributi privati. “Il primo investimento che abbiamo voluto fare, e per dare anche un segno alla concretezza del nostro modo di gestire la cosa pubblica è stato proprio questo. L’avevamo nel progetto di gestione parco e l’abbiamo concretizzato immediatamente”, continua Pepe.
Ma non è tutto. In costruzione c’è anche il “Giardino Terapeutico”, un giardino molto particolare dedicato alle persone speciali, ma sarà frequentato da tutti.
Alcuni dei punti di interesse saranno: la voliera con gli uccelli, il laghetto con pesciolini e tartarughe e l’orto rialzato, un orto strutturato in modo tale da essere accessibile anche in carrozzella dove si potrà sia seminare, coltivare ed anche raccogliere.
“Questo splendido progetto evidenzia come per sconfiggere le barriere, siano necessari finanziamenti, certo, e si preferirebbero pubblici, ma soprattutto idee e volontà di realizzarle. E se questo è stato possibile in un piccolo parco, per altro gestito dal comune di Pescara, sarebbe possibile in molti altri luoghi. Basta volerlo”, conclude Pepe.






