L’AQUILA – Presunta truffa da 640 mila euro, in tre avrebbero indotto una donna, tramite raggiri, a farsi consegnare l’ingente somma per investimenti mai fatti.

Gli indagati, come racconta Il Centro, sono: Sestilio Berardini, Luciana Leonardis e Ambra Berardini, ovvero un finanziere e due commercianti, secondo il pubblico ministero Stefano Gallo, avrebbero agito in concorso, ma le accuse a loro carico sono ancora da dimostrare.

Secondo il pm avrebbero approfittato delle condizioni psichiche, forse labili, della donna, inducendola a consegnare una somma cospicua.

Secondo la ricostruzione dei fatti dell’accusa, in un primo momento l’avrebbero convinta a firmare un contratto di partecipazione alla ditta della Berardini, conferendo parte dell’ingente somma, senza che avesse un ruolo nel sodalizio e senza la garanzia di poter riprendere questi soldi quando lo avesse ritenuto opportuno.

Il contratto stipulato avrebbe avuto una durata smisurata, ovvero fino al 2064.

L’altra metà della somma, poi, sarebbe stata conferita, con le stesse modalità, nella ditta individuale della Leonardis, sciolta poco dopo e, secondo l’accusa, la donna  non sarebbe stata informata di questo, come anche della movimentazione dei soldi e le sarebbe stato impedito un successivo controllo.

Le aggravanti contestate sono il danno economico di rilevante gravità e l’aver agito, in cooperazione nel reato, approfittando di una persona facilmente condizionabile. La difesa ha chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica, tramite incidente probatorio che dovrà essere discussa in udienza.

Nel corso del procedimento i sospettati sono assistiti dagli avvocati Massimo Manieri e Cristiana Valentini, mentre gli interessi della parte lesa sono tutelati dall’avvocato Francesco Valentini.

Il giudice per le indagini preliminari che segue l’indagine è Guendalina Buccella.