PESCARA – Intervista esclusiva de ‘La domenica d’Abruzzo’ da domani in edicola ad Attilio Befera, 64 anni, direttore generale della agenzia delle entrate, nato a Roma, ma abruzzese di origine, per famiglia, per antico spirito di appartenenza, per consuetudine dei fine settimana che trascorre in un paesino della Valle Roveto.

“Mia madre era abruzzese – ha detto Befera al settimanale diretto da Antonio Del Giudice – e quindi da bambino trascorrevo quattro, cinque mesi d’estate in Abruzzo. Mi sono sempre sentito abruzzese dentro”.

“Ho sempre avuto qui dei parenti – ha aggiunto – perciò questa terra nella mia vita è stata un punto di riferimento. Diciamo che sono più che altro stato un ‘abruzzese estivo’, almeno nel periodo in cui andavo a scuola…”.

Befera ha parlato anche delle possibilità di rilancio dell’Abruzzo.

“Ha le potenzialità – ha affermato  – sia in termini di risorse umane, sia per la tenacia e la forza degli abruzzesi e la loro capacità individuale di risolvere i problemi. Da questo punto di vista sono sicuramente molto forti. C’è un’area turistica molto buona, industrie molto valide, un’agricoltura che forse va un po’ aiutata, ma le basi ci sono. Le persone anche”.

Infine Befera ha parlato di una copia di una lettera molto particolare che conserva gelosamente, con la firma di Giuseppe Garibaldi, spedita nel 1875 all’ufficio delle imposte nella quale il generale afferma di non poter pagare l’esattore.