CANISTRO – Un’altra fumata nera per la risoluzione della delicata situazione della casa di cura Ini di Canistro (L’Aquila), con i lavoratori ancora costretti ad incrociare le dita.

Le criticità sono dovute al ritardo nella sottoscrizione del contratto, nonostante con la delibera dello scorso primo agosto la Giunta regionale ne abbia autorizzato la firma, e soprattutto al fatto che non sono state ancora corrisposte alla clinica le prestazioni ospedaliere già erogate quest’anno, compito che, secondo la delibera, spetta alla Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Una condizione che mette a rischio lo stipendio dei dipendenti. “Non abbiamo novità anche se abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte della Dirigenza – spiega Francesco Marrelli della Cgil che, in questi mesi insieme a Cisl e Uil, ha portato avanti la mobilitazione -. Non sappiamo se il ritardo sia dovuto a problemi relativi allo sblocco degli arretrati o se si tratti di semplici questioni burocratiche. E’ certo che, nonostante le rassicurazioni ricevute in questi giorni, l’apprensione resta”. 

“Ad oggi, comunque, risulta un impegno da parte dell’Azienda Ini alla corresponsione degli stipendi, così come concordato in sede di conciliazione dinanzi al Prefetto dell’Aquila – hanno precisato i sindacati -. Pertanto, toriamo a chiedere alla Regione Abruzzo ed alla Asl di accelerare le necessarie attività affinché si possa giungere a breve termine alla soluzione della vertenza dando certezza di continuità stipendiale e lavorativa agli oltre 180 lavoratori della struttura sanitaria”.

La Ini, in funzione dal 1988, dal primo gennaio di quest’anno, opera come struttura “mono-specialistica” in Ortopedia e Traumatologia, con 30 posti letto privati accreditati su un totale di 110, ottemperando a quanto previsto dal decreto ministeriale che prende il nome dall’ex ministro Lorenzin, pur mantenendo in regime le sue storiche specialità di eccellenza, come l’Urologia e la Medicina riabilitativa.

Dopo l’approvazione della delibera di Giunta per l’accreditamento relativo alla monospecialistica, la dirigenza della clinica, aveva fatto appello alla Regione per la risoluzione degli altri passaggi, ovvero proprio la questione contrattuale e la regolarizzazione del pregresso, con la conseguente erogazione dei fondi relativi alle prestazioni già effettuate. (azz. cal.)