CHIETI – Che tra Chieti e Pescara ci sia sempre stato un conflitto di campanile non è una novità, ma stavolta le due città hanno scelto il luogo peggiore per schernirsi e fare parlare di sé.
Durante la suggestiva processione del venerdì santo di Chieti, infatti, lungo le vie del corso, un tifoso teatino e uno del Delfino si sono presi a male parole e, da quanto appreso, per poco non sono venuti anche alle mani, con l’intervento delle forze dell’ordine a riportare la calma.
Pomo della discordia, una tuta del Pescara indossata dal ragazzo pescarese che avrebbe provocato il chietino.
La minaccia delle botte che per pochissimo non si è concretizzata ha causato uno stato d’ansia nell’uomo e soprattutto in sua moglie, che ha dovuto raggiungere il pronto soccorso.
Un episodio da condannare ma che, purtroppo, si teme non sarà l’ultimo per via delle continue frizioni, calcistiche e non, tra le due città che continua ad alimentare odio e violenza.
Violenza verbale, solo qualche settimana fa il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha definito l’allenatore del Pescara, Zdenek Zeman, “un mezzo rom”; ma anche violenza sia fisica, di recente un tassista teatino è stato picchiato a Pescara.






