L’AQUILA – “Un incontro complessivamente poco soddisfacente, in cui né gli studenti né i precari hanno ottenuto nulla di concreto”.

I rappresentanti di Udu (Unione degli universitari) e Uds (Unione degli studenti) commentano così il vertice di ieri mattina tenutosi a palazzo Silone con il commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, il vice presidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis, l’assessore regionale all’Istruzione Paolo Gatti e il commissario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari, Francesco D’Ascanio.

Un appuntamento molto atteso da studenti e precari, che erano riusciti a ottenerlo dopo il duro braccio di ferro di mercoledì scorso, tra i manifestanti che da ore bloccavano la strada davanti la sede della Giunta regionale e il presidente della Regione Chiodi che, sulle prime, non voleva saperne di incontrarne neanche una delegazione.

Ieri, dunque, il fatidico meeting che avrebbe dovuto in parte dare le risposte sperate, e che al termine delle due ore circa del colloquio, invece, ha lasciato gli studenti insoddisfatti.

“Non è andato benissimo – ha detto Chiara Carulli, rappresentante dell’Udu – Il presidente Chiodi sin da subito ci ha detto che dall’incontro non sarebbero uscite date certe su nulla. Un po’ di apertura c’è stata sul Contributo di autonoma sistemazione, con la disponibilità a eliminare i requisiti di merito per il rinnovo del contributo, e l’accesso al contributo anche a chi risiede nella caserma Campomizzi e alla San Carlo Borromeo”.

La disponibilità alla cancellazione dei requisiti di merito, invece, da parte della struttura commissariale, sarebbe subordinata alla scelta dell’Ateneo di eliminare il vincolo degli 8 crediti formativi per l’accesso alla gratuità delle tasse.

Nonostante le pressanti richieste degli universitari, sull’apertura delle mense (che a due mesi circa dall’avvio delle lezioni sono ancora chiuse sebbene siano, a detta degli studenti, completate e rifinite) è stata strappata una mezza promessa.  “Forse apriranno a dicembre, ci hanno detto, sui bar invece non si sa nulla”, ha detto la Carulli.

Le tre mense in questione, pronte per essere aperte, si trovano nelle tensostrutture situate una nel polo di Scienze, l’altra presso la ex Optimes (sede della facoltà di Ingegneria) e l’ultima in un capannone adiacente Lettere e filosofia in località Bazzano.

Sull’altro punto dolente, le risorse per borse di studio che quest’anno hanno avuto una copertura pari a zero, gli studenti hanno ottenuto risposte evasive e poco rassicuranti. “Ci hanno detto che i fondi verranno stanziati – ha spiegato Carulli – e che sicuramente saranno meno degli anni scorsi. Comunque, il bilancio della Regione non è ancora stato votato, dunque siamo sicuri che i tempi saranno brevissimi”.

Anche sui tempi per l’apertura della struttura costruita con le donazioni del governo canadese a Coppito, non si sa molto. “Sicuramente non saranno stretti – ha proseguito – Ci hanno detto che ci sono dei problemi burocratici da risolvere per il passaggio della gestione della struttura dal Comune alla Regione e infine all’Adsu”.

Complessivamente insoddisfatti dell’incontro anche gli studenti delle scuole superiori, rappresentati nel vertice di oggi da Ilaria Trafficante.

“Alla nostra richiesta di utilizzare i fondi per la ricostruzione per tenere aperte le scuole anche di pomeriggio e offrire a noi giovani dei luoghi di aggregazione, il commissario Chiodi è stato categorico: i fondi per la ricostruzione devono essere utilizzati per riparare gli edifici, questa è la priorità”.

Il vice presidente De Matteis avrebbe poi parlato di un fondo di 10 milioni nelle casse della Regione da impiegare per il sociale, soldi che però dovrebbero venire prima sbloccati dal Comune.

“Su questi soldi abbiamo chiesto dei chiarimenti all’assessore Stefania Pezzopane, che ci ha detto di esserne all’oscuro. Ci ha parlato, invece, dei 2,5 milioni di euro stanziati dal ministro Giorgia Meloni per il progetto ‘scuole aperte’. In settimana dunque chiederemo un incontro con l’assessore per discuterne”.

Gli studenti, infine, pur considerando importante che si sia avviato un confronto con la Regione Abruzzo, ritengono fondamentale tenere in piedi il tavolo di confronto fino al superamento dell’emergenza diritto allo studio all’Aquila.

“Se a dicembre le mense non verranno riaperte – ha affermato in conclusione la Carulli – attueremo sicuramente nuove con forme di protesta”.