MONTESILVANO – “Ancora una volta un orso muore per cause legate all’attività umana. È ora che le istituzioni si decidano a prendere misure straordinarie per salvare una tra le specie più a rischio di estinzione in Italia”.

È quanto si legge in una nota dell’associazione “Salviamo l’orso” per la conservazione dell’orso bruno marsicano, dopo l’investimento dell’esemplare di plantigrado avvenuta ieri sulla A24.

“L’incidente – scrive l’associazione – è avvenuto in un’area, quella tra Parco Sirente Velino, Montagne della Duchessa e alto Cicolano, utilizzata come corridoio ecologico, di straordinaria importanza per qualità ambientale tant’è che nel corso degli ultimi anni è stata rilevata la presenza di diversi esemplari di orso marsicano, cosa che le associazioni ambientaliste hanno puntualmente segnalato alla Regione Abruzzo e alle istituzioni competenti ogni qual volta progetti di ‘sviluppo’ venissero presentati in quell’area. Segnalazioni a cui ovviamente le istituzioni hanno dato sempre poco credito”.

“Sul tema della sicurezza stradale, nulla o poco è stato fatto, se non piccoli progetti nella Riserva regionale del Monte Genzana e in quella delle Gole del Sagittario, benché dal 1972 a ieri siano stati investiti ben 12 orsi marsicani tra cui molti esemplari di sesso femminile”.

“È tempo pertanto che la Regione Abruzzo, come le altre in cui è presente l’orso marsicano, ad oltre tre anni dall’istituzione del Patom (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso marsicano) ai fini di una maggiore tutela della specie. “Appoggiamo pertanto la richiesta del commissario del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Giuseppe Rossi, di un commissario straordinario dotato di autorità speciale per l’orso marsicano  e l’applicazione del Patom”.