SILVI – “Ho letto sui giornali dell’avviso di garanzia prima che questo mi venisse notificato. Evidentemente in Procura ci sono persone che prendono mazzette per far uscire le notizie a darle ai giornalisti”.
Ne ha avute per tutti il sindaco di Silvi (Teramo), Gaetano Vallescura (nella foto), a cui la Procura di Teramo ha notificato un avviso di garanzia con l’accusa di abuso d’ufficio (indagati anche il direttore generale del Comune, Giuseppe Musumarra, e il funzionario dell’ufficio commercio, Luigi De Sanctis).
Prima di entrare nel merito della vicenda, oggi in conferenza stampa, il primo cittadino ha accusato senza mezzi termini chi avrebbe fatto uscire sui giornali la notizia dell’avviso di garanzia, prima della sua notifica.
“È inconcepibile – ha detto – quello che è successo. Sappiate che sono andato io questa mattina dai carabinieri (presso la stazione diretta dal maresciallo Antonio Tricarico che per la Procura di Teramo ha condotto fino ad oggi le indagini) a ritirare l’avviso di garanzia”.
Le indagini dei carabinieri partirono lo scorso 14 agosto, quando in seguito a controlli, il Comune verificò che lo chalet “Costa Verde”, non rispettò l’Ordinanza comunale che prevedeva nel periodo estivo la chiusura dei locali alle ore 3.
Il sindaco Vallescura ha spiegato che “c’era un’ordinanza (da lui stesso firmata) che prevedeva addirittura la chiusura per dieci giorni di quegli stabilimenti che non ottemperavano al rispetto dell’orario di chiusura”.
“Un’ordinanza opressiva – ha continuato il primo cittadino che ha anche recitato il mea culpa per non aver studiato bene l’ordinanza stessa – che ci ha visti per così dire costretti a porre in essere un provvedimento di autotutela, con il quale veniva sospeso il provvedimento di chiusura dello chalet”.
Il provvedimento che di fatto revocava la chiusura del locale, ha fatto partire le indagini.
Ma gli inquirenti contestano anche le modalità dell’adozione del provvedimento. Come ha spiegato sempre il sindaco Vallescura, a notificare l’ordinanza doveva essere il comandante dei vigili urbani di Silvi.
Assente per malattia, a sostituirlo la scorsa estate era il suo vice che non aveva però competenze sul settore commercio. Da qui l’ingresso sulla scena del direttore generale del Comune, Musumarra, che adottò l’atto di autotutela, evitando la chisura dello stabilimento balneare.
In tutto questo la Procura intravede una sorta di favoritismo nei confronti dei titolari dello chalet “Costa Verde”, che l’anno scorso nel frattempo impugnarono l’ordinanza di chiusura.
Un secondo filone d’inchiesta riguarda poi controlli e verifiche edilizie per altri 16 stabilimenti balneari. Vallescura ha ribadito al termine della conferenza stampa la sua serenità, auspicando l’immediata archiviazione dell’inchiesta.
ORDINE GIORNALISTI: ”DIRE CHE CRONISTI CORROMPONO E’ UMORISMO SPICCIOLO”
L’AQUILA – Non si è fatta attendere la risposta dell’Ordine dei giornalisti, che per bocca del presidente regionale abruzzese, Stefano Pallotta, ha contestato le parole del sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura.
“La diffusione di notizie di rilevante interesse pubblico – ha ricordato Pallotta – è compito fondamentale dei giornalisti. Lo fanno con grande responsabilità professionale e spesso, anzi troppo spesso, con miseri compensi economici”.
“Sostenere che possano corrompere i magistrati per ottenere queste informazioni – ha concluso – è fare umorismo spicciolo”.
LA MEZZA RETROMARCIA DEL SINDACO: ”SONO STATO FRAINTESO”
SILVI – “Non ho mai pensato e mai penserò che in Procura di Teramo o in qualsiasi altra Procura ci siano persone che si abbassano a fare questo. Il mio rispetto per le autorità e per gli organi inquirenti è totale e a loro va la mia completa fiducia”.
Sulla questione delle presunte “mazzette” pagate in Procura per avere anticipazioni, affermazione che ha suscitato un polverone, il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura, ha cercato di chiarire quanto affermato di getto in precedenza nel corso di una conferenza stampa.
“Ho espresso il mio rammarico – ha scritto – nel sapere che sono stato raggiunto da avviso di garanzia tramite i mezzi di informazione: tant’è che la notizia era già trapelata da alcuni giorni. Nella conferenza stampa ho detto che gli avvisi di garanzia per i cittadini equivalgono a condanne e questo crea sofferenza ai sindaci per poter espletare il proprio mandato, poiché spesso queste sono anche strumentalizzate”.
“Non riuscendo a spiegarmi come questo possa accadere – ha aggiunto – ho affermato che dovrei pensare che la notizia possa essere uscita o dai carabinieri o dalla Procura, quindi, supponendo che all’interno della Procura si vendono notizie, prendono mazzette, ma contestualmente ho aggiunto di escludere e di non credere categoricamente a queste ipotesi”.
Vallescura inoltre, a conferma della sua tesi dice che “altre testate giornalistiche presenti in conferenza stampa non hanno assolutamente preso in considerazione questa mia affermazione, tenendo presente della mia precisa esclusione fatta contestualmente, che non voleva significare che in Procura girano mazzette. Altrimenti tutti l’avrebbero ripreso”.






