L’AQUILA – “L’informazione di garanzia, tuttavia, è un provvedimento a tutela delle persone sottoposte a indagine e non significa che vi siano degli abusi da parte di chicchessia. Sotto questo aspetto, siamo e rimaniamo garantisti nei confronti di chiunque sia sottoposto a indagini giudiziarie, sino a quando non si siano accertate precise responsabilità nel terzo grado di giudizio”.
È quanto dichiara in una nota il segretario provinciale del sindacato di Polizia Siulp, Fabio Lauri, prendendo posizione in merito all’inchiesta sull’affidamento diretto dei lavori di ristrutturazione della Questura dell’Aquila.
“Attenzioneremo gli sviluppi dell’inchiesta, affinché accerti, ed eventualmente ristabilisca, il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica amministrazione, oltre che la trasparenza dell’azione amministrativa – continua la nota – Tanto premesso, da quanto si desume dalle prime notizie, le indagini non riguardano in alcun modo l’appalto e l’operato della ditta costruttrice attualmente incaricata all’esecuzione dei lavori in questura, la quale, su iniziativa del Siulp del Sap e del Coisp è stata chiamata a partecipare mensilmente ad un tavolo tecnico a cui partecipano oltre ai sindacati anche la Questura e il Provveditorato alle Opere Pubbliche Lazio Abruzzo e Sardegna”.
Il sindacalista del Siulp sottolinea ancora che “non troverebbero nessuna giustificazione ipotesi di prolungamento dei tempi previsti dal crono programma stilato dal Provveditore alle OO.PP. per la riconsegna dell’immobile, giacché da due anni e tre mesi la città dell’Aquila sopravvive senza il riferimento della Pubblica Sicurezza e i poliziotti prestano la loro opera in condizioni a dir poco disumane in containers, all’interno di qualche stanza prestata dalla Gurdia di Finanza e nei seminterrati di una banca cittadina”.
Lauri ricorsa anche che in merito alle notizie apparse sulla stampa riguardanti un’indagine in corso per accertare la regolarità dell’affidamento dei lavori di ristrutturazione dello stabile della questura, il Siulp già 14 mesi fa, in epoca non sospetta, inviò una lettera datata 30 giugno 2010 al Commissario Straordinario per la ricostruzione Gianni Chiodi, sollecitandolo ad una “attenta vigilanza da parte di chi ha la diretta responsabilità sui fondi erogati e la loro stretta relazione con le opere effettivamente prestate”.






