L’AQUILA – Visita in procura all’Aquila ieri per Mauro Dolce, esponente di spicco della Protezione civile, indagato insieme ad altre cinque persone nell’ambito dell’inchiesta sugli isolatori sismici utilizzati nella realizzazione degli alloggi del progetto C.a.s.e dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Al termine del colloquio, un secco “no comment” sui contenuti da parte del procuratore capo Alfredo Rossini, mentre Dolce ha laconicamente dichiarato di “avere cose più importanti a cui pensare” e di “non avere tempo per le interviste”.

Oltra a Dolce, indagato in qualità di responsabile unico del procedimento per il progetto C.a.s.e. del dipartimento, sono finiti nel mirino dei giudici anche Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto C.a.s.e., Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio d’amministrazione di una delle ditte fornitrici degli isolatori, la Alga spa, Agostino Marioni, amministratore Alga spa, Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra azienda di Padova che ha fornito gli isolatori, e Mauro Scaramuzza, dirigente della stessa ditta.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Fabio Picuti che conduce le indagini, la Alga spa ha fornito 4.896 isolatori, privi, al momento della consegna, dei certificati di omologazione e qualificazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e delle protezioni da umidità e polvere.

La Fip, invece, avrebbe fornito isolatori a pendolo privi di omologazione.

Non ci sarebbero stati, da parte di Calvi e Dolce, i necessari controlli, al momento del montaggio, delle necessarie certificazioni sui dispositivi; è stato contestato, infatti, anche il reato di frode in pubbliche forniture.

Il Pm nella sua perizia pone domande per conoscere l’esatta tipologia degli isolatori montati nelle piastre del progetto C.a.s.e., quali materiali sono stati utilizzati per realizzarli e se sono idonei, alla luce della normativa vigente, allo scopo per cui sono stati predisposti; sarà necessaria, è verosimile, una perizia prima che la Procura fornisca una risposta.

LA TIS: ”DA NOI NESSUN ESPOSTO, SOLO UNA LETTERA”

L’AQUILA – La Tis Spa non ha presentato esposti sul caso-isolatori sismici, ma ha solo scritto una lettera alla Protezione civile.

Lo precisa la stessa azienda in una nota del consigliere delegato Daniele Scafati.

“Non è veritiero – spiega – che Tis abbia mai presentato un qualunque esposto a qualunque autorità giudiziaria. È veritiero che Tis ha scritto alla Protezione civile una lettera che entrava nel merito di opzioni tecnico-economiche, opinabili dal nostro punto di vista, ma scientificamente rispettabilissime”.

Per Scafati, infine, “mai è stata messa in discussione l’onestà intellettuale di chi ha avuto la responsabilità di tali scelte e mai è stata messa in dubbio la sicurezza delle costruzioni”.