L’AQUILA  – Proseguono a tutto campo le indagini della Guardia di Finanza che   ha eseguito sequestri preventivi nei confronti dell’ex proprietario (49%)  e direttore generale di Collabora spa , Vittorio Ricciardi, nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita della società alla Provincia dell’Aquila che poi la trasformò in società pubblica in house.

L’indagine,  che ha coinvolto altre undici persone tra dirigenti, componenti del cda e revisori dei conti, potrebbe presto allargarsi e avere nuovi sviluppi anche sulla società nata dalle ceneri di Collabora spa, quella Abruzzo Engineering di cui molto si è parlato durante l’ultima estate a causa di un’altra bufera giudiziaria, che ha portato all’arresto di quattro persone e alle dimissioni da assessore di Daniela Stati.

Le Fiamme gialle, coordinate dal comandante provinciale della Fiamme gialle, colonnello Giovanni Castrignanò, e dal tenente colonnello Leonardo Matera, hanno infatti puntato la lente d’ingrandimento sulle mutazioni societarie che hanno preceduto la costituzione di Abruzzo Engineering. Le indagini hanno evidenziato che Collabora Engineeringa, da cui è nata AE, era controllata al 10% da quote personali di Ricciardi, e al 90 da Collabora Spa. A seguito di compravendite, il pacchetto di Collabora Engineering è diventato al 60% della Regione Abruzzo, al 30 di Vittorio Ricciardi e al 10 di Euro Servizi società pubblica di proprietà della Provincia

Dal 2002 al 2007, nonostante avesse solo il 10%, Ricciardi è stato amministratore delegato di Collabora Engineering società che ha gestito 20 milioni di euro assegnati dalla Regione per progetti legati alla stabilizzazione degli Lsu.

Nel febbraio del 2007 Collabora Engineering viene trasformata in AE con il 30% di Ricciardi trasferito a Finmeccanica attraverso Selex Service Management. Euro Servizi nasce dopo l’acquisto da parte della Provincia dell’Aquila del 49% delle azioni private di Collabora Spa, quelle controllate dalla società Sviluppo Lavoro, che secondo la finanza erano ascrivili a Vittorio Ricciardi, denunciato per il tardivo versamento di ritenute erariali per importo superiore a 150.000 euro.

All’ex proprietario di Collabora e direttore di Abruzzo Engineering,inoltre, sono stati sottoposti a sequestro preventivo due immobili all’Aquila, una porzione pari ad un quinto di un immobile sito in Forio (NA), azioni, partecipazioni societarie e l’autovettura dell’amministratore delegato, una Maserati del valore di 80.000 euro, per un valore complessivo pari alla somma indebitamente percepita di euro 312.053,96.

Su Abruzzo Engineering si è acceso un caldissimo dibattito anche dal punto di vista politico, tanto che l’Idv in Regione ha più volte proposto l’istituzione di una commissione d’inchiesta per far luce sugli aspetti, recenti e meno recenti, sulla società in house regionale, il cui pacchetto di maggioranza è detenuto dalla Regione, 60%, il 30% è di proprietà di Selex ed il 10% della Provincia dell’Aquila; la società occupa attualmente circa duecento persone, molte delle quali impiegate presso il Comune dell’Aquila nei servizi legati alla ricostruzione, ma è da tempo alla prese con una crisi economico-finanziaria legata alla carenza di commesse.

ABRUZZO ENGINEERING: “NOI NON C’ENTRIAMO” E ATTACCA I MEDIA: “NOTIZIE FUORVIANTI”

L’AQUILA – Abruzzo Engineering si chiama fuori dall’inchiesta, e, con una nota, se la prende con i media locali, rei di aver riportato “notizie fuorvianti e distorte”.

“Ancora una volta il quotidiano il Centro ha fornito, su Abruzzo Engineering, notizie fuorvianti,  distorte e proposte in maniere tale da alterare la verità” scrive il presidente e Amministratore delegato di Abruzzo Engineering Francesco Carli.

“Campeggia sulla prima pagina del giornale il titolo ‘Bufera su Abruzzo Engineering’. In realtà la indagine è relativa alla ‘S.p.a. Collabora’ e ha ad oggetto questioni del tutto estranee all’attività e alla genesi di A.E. che, come si sa, è stata costituita nel 2007 quale società in house della Regione Abruzzo destinata alla realizzazione di una infrastruttura di rete a banda larga”.

“Tra Collabara S.p.a. ed Abruzzo Engineering non c’è alcun collegamento tematico nè alcuna continuità societaria, dato che Collabora ha operato mantenendo rapporti e sinergie con la Provincia dell’Aquila, mentre A.E. è titolare di diritti esclusivi assegnati con legge dalla Regione Abruzzo”.

“L’unico elemento di connessione sta nel fatto che l’attuale Direttore Generale di AE era titolare di quote di Collabora S.p.a.”.

“Ciò, di certo, non giustifica i titoli tutti incentrati su AE e niente affatto riferiti a Collabora, nè giustifica il sottotitolo de “Il Centro” che informa i lettori di una denuncia a carico del vecchio C.d.A. e degli ex componenti del Collegio sindacale, e così facendo, lascia intendere che la denuncia riguarderebbe i vecchi organismi amministrativi e di controllo di AE e non già, com’è vero, quelli di Collabora S.p.a”..

“Va segnalato che è stato soprattutto il quotidiano il Centro ad imprimere una errata direzione alla notizia, affiancata, seppure con forme meno significative ma ugualmente fuorvianti, da il quotidiano locale ‘Il Tempo’. Va segnalato, d’altra parte, che il quotidiano locale ‘Il Messaggero Abruzzo’ ha diramato la notizia in maniera corretta, evidenziando la posizione di Collabora S.p.a. e quindi, non distorcendo la realtà dei fatti col riferimento pretestuoso ed errato ad Abruzzo Engineering”.

Appare singolare come il presidente di una società come Ae, il cui direttore generale sia indagato per atti che riguardano anche la costituzione della stessa, si innalzi a censore della stampa e dei titoli riportati sui giornali, distinguendo tra chi, a suo dire, ha scritto cose sbagliate e chi, invece, ha fatto un buon titolo.

Che l’inchiesta, per la quale sono stati emessi dodici avvisi di garanzia, riguardi i passaggi societari e le fasi preparatorie la costituzione di Abruzzo Engineering non è più un segreto, tanto che anche il segretario regionale di Prc  Marco Fars, in una nota, ha ricordato come “già dal 2006” il suo partito “aveva espresso il dissenso circa la nascita di Abruzzo Engineering”.

COSTANTINI, IDV: “SU ABRUZZO ENGINEERING INCHIESTA SOLO ALL’INIZIO”

L’AQUILA – “Le denunce di Chiodi in Consiglio regionale, sulla gestione e su alcune scelte di Abruzzo Engineering, mi fanno immaginare che l’inchiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila sia solo all’inizio”.

Lo afferma Carlo Costantini Capogruppo regionale Idv.

“Da un punto di vista politico – prosegue – l’inchiesta rappresenta un ulteriore schiaffo ad una classe dirigente che non è riuscita a trovare al suo interno gli anticorpi, gli antidoti, i rimedi alla perpetuazione di un sistema di potere che ha messo in ginocchio la Regione. Ora, a partire da Chiodi, chi ha responsabilità di governo si preoccupi almeno di salvare il salvabile, ovvero gli investimenti finanziati con il denaro dei contribuenti e le professionalità presenti nell’organico”.

“L’Italia dei Valori ha fatto la sua parte – dice Costantini – denunciando pubblicamente i fatti che interessano oggi l’azione degli inquirenti e promuovendo la costituzione di una commissione d’inchiesta per favorire una operazione verità, senza sconti per nessuno e per farne derivare una operazione di salvataggio, non solo possibile, ma assolutamente urgente e necessaria per evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca”.

ARTICOLI CORRELATI:

 NUOVA BUFERA SU ABRUZZO ENGINEERING INDAGATI RICCIARDI E ALTRE 11 PERSONE