PESCARA – Si è chiusa l’inchiesta sull’appalto “truccato” per la gestione delle residenze psichiatriche extra ospedaliere della Asl di Pescara: unico indagato è l’attuale direttore generale  Vincenzo Ciamponi, con il reato, tutto da dimostrare, di corruzione per l’esercizio della funzione.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato firmato dai  pubblici ministeri Anna Benigni e Luca Sciarretta e dal procuratore capo Giuseppe Bellelli.

Stralciata invece la posizione dell’ex presidente della coop La Rondine, che si aggiudicò l’appalto da 11 milioni di euro al centro della vicenda,  Domenico Mattucci, e della coordinatrice  Luigia Dolce. che hanno optato per il patteggiamento a due anni di reclusione.

A Ciamponi, la Procura  contesta “di aver asservito la funzione pubblica esercitata, per denaro ed altre utilità, agli interessi privati di Mattucci e Dolce quali rappresentati de La Rondine”,  e avrebbe infatti incassato 8.000 euro che Mattucci, tramite Dolce, avrebbe consegnato  al dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara Sabatino Trotta, suicida in carcere subito dopo l’arresto, già candidato alle regionali del febbraio 2019 per Fratelli d’Italia, primo dei non eletti.

Soldi che poi sarebbero arrivati a Ciamponi,  che li avrebbe utilizzati,  “in parte, quale provvista per il pagamento al venditore Enrico Sborgia, tramite assegno, della Fiat 500 dallo stesso acquistata per il figlio”.

Escono di scena  i due componenti della commissione di gara incriminata,  Antonio D’Incecco e Anna Rita Simoni