L’AQUILA – E’ in forte ritardo la Regione Abruzzo, in particolare l’Assessorato alla sanità, sulla pubblicazione dei bandi o del banco unico per le poltrone di direttori generali delle Asl di Pescara e Teramo, i cui titolari, rispettivamente Vincenzo Ciamponi e Maurizio Di Giosia, sono in scadenza nel prossimo mese di luglio.
In tal senso, potrebbe essere al vaglio della Giunta regionale nella seduta di oggi, secondo quanto si è appreso, il provvedimento legato al bando unico, per la scelta delle figure apicali delle due aziende. Poi, partirà l’iter per la pubblicazione.
Ma è molto difficile, stando a fonti interne alla struttura regionale, che si faccia in tempo ad evadere il percorso amministrativo e le selezioni dei candidati entro il termine dei contratti triennali dei due manager, quindi a meno di un anno dalle elezioni regionali, la maggioranza di centrodestra, in particolare, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, potrebbe essere costretta a nominare dei facenti funzione che la norma vuole siano il direttore amministrativo o sanitario più anziano.
Negli ambienti sanitari si rimarca il fatto che “questa sia una situazione figlia della sciatteria degli uffici che non guardano a Regioni virtuose nelle quali questi procedimenti si avviano anche cinque-sei mesi prima della scadenza”.
L’interregno sarebbe un obbligo dal momento che non sarebbe possibile una proroga. E questo sarebbe un disagio non da sottovalutare visto che ci sarebbe comunque la mancata continuità gestionale che avrebbe delle ripercussioni negative in due aziende che, stando agli esperti e alla stessa politica regionale di centrodestra, avrebbero assolto al meglio il proprio compito.
In particolare, Di Giosia, sempre secondo gli osservatori e gli addetti ai lavori, ha rilanciato la sanità provinciale di Teramo sia come capacità di fare campagna acquisti di professionisti in grado di “attrarre” pazienti, sia come aggressione delle liste di attesa, da sempre il tallone di Achille in molte aziende non solo abruzzesi ma italiane.
Su entrambi pende però la spada di Damocle del passivo ma anche il capitolo in questione è comune a tante aziende. Alla luce di questa situazione, i due si candideranno per il secondo mandato con indubbie chance di competere per la riconferma.
Entrando nel merito, Ciamponi scade il prossimo 20 luglio, Di Giosia il 7 luglio.
In casi di assenza del sostituto, al posto del primo ci sarebbe, come facente funzioni, il direttore sanitario, Antonio Caponetti, il secondo sarebbe sostituito dal direttore sanitario, Maurizio Brucchi, medico ed ex sindaco di Teramo alla guida di una coalizione di centrodestra.
Per quanto riguarda le altre due Asl abruzzesi, il dg di Chieti, Maurizio Schael, è in scadenza nel prossimo mese di settembre, mentre il manager della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, alla prese con le gravi conseguenze dell’attacco hacker che ha messo in ginocchio il sistema informatico e causato problematiche in servizi e prestazioni, ha nel prossimo mese di giugno la verifica di metà mandato.
Romano è infatti subentrato al dg, Roberto Testa, “licenziato” dopo essere entrato in rotta di collisione con la maggioranza di centrodestra, in particolare Fdi, che lo aveva indicato.
Sempre nel settore c’è da definire la posizione del direttore regionale, Claudio D’Amario, scaduto e già prorogato con un provvedimento che termina a giugno.
Per l’ex direttore generale del settore prevenzione del Ministero della Sanità, tornato in Abruzzo in piena pandemia, il problema non sarebbe legato al raggiungimento dei risultati ma al 65esimo anno di età, che gli vieterebbe, secondo una interpretazione della legge data da parte dei burocrati regionali, di firmare un nuovo contratto, in caso di vittoria della selezione. (b.s.)






