L’AQUILA – Nonostante il ritardo nell’arrivo da Roma, dovuto al fatto che il tir che trasportava il potente mezzo tagliafuoco, New Holland D180 dell’esercito, sia rimasto senza carburante in tarda mattinata soccorso da Protezione civile e vigli del fuoco alle porte del comune aquilano di Roccacasale, gli operatori in campo sul monte Morrone vedono la luce e potrebbero aver imboccato la strada che porta allo spegnimento delle fiamme che da giorni interessano oltre a Roccacasale, ancora nell’Aquilano, Corfinio e, in provincia di Pescara, Popoli.
Il mezzo è entrato in azione nel primo pomeriggio, gestito dal nono reggimento alpini dell’Aquila, ha separato le zone più sensibili dalle fiamme, tra cui le abitazioni ieri sera assediate a 500 metri, con la realizzazione di corridoi rassicuranti, mentre sul fronte del rogo la presenza è di quelle massicce: 9 squadre con 30 volontari di protezione civile, 9 mezzi + UOB da 4.000 lt, 1 vasca. E poi due funzionari dell’Agenzia di Protezione civile, 2 dirigenti dei vigili del fuoco e 42 vigili, oltre a 3 canadair Erickson e due elicotteri regionali.
Sugli altri fronti, secondo l’ultimo bollettino della Protezione civile, sempre in provincia dell’Aquila, a Bisegna, si procede alla bonifica a terra con 14 volontari, 14 vigili del fuoco, coordinati dal Dos, il direttore delle operazioni di spegnimento, e con l’ausilio di 4 mezzi.
A Rocca di Cambio sono presenti 8 volontari, una squadra di vigili del fuoco con il Dos e 2 mezzi. A Montereale è in azione un elicottero, mentre a terra operano 8 volontari e 2 mezzi.





