ROMA – In Italia il bilancio nei due anni della crisi (2009 e 2010) indica una perdita di 554 mila posti di lavoro (dati Istat), ripartiti tra un calo degli occupati italiani pari a circa 863 mila unità (-4,00%) e ad una crescita dell’occupazione immmigrata di 309 mila unità (+17,6%).

A questo si aggiunge la diminuzione del tasso di occupazione, l’incremento del tasso di disoccupazione e del numero di persone in cerca di occupazione sia per gli italiani che per gli stranieri.

Negli ultimi due anni il numero di disoccupati presenti in Italia è passato da 1,7 milioni del 2008 ad oltre 2 milioni nel 2010. L’aumento ha riguardato per 281 mila unità la componente italiana e per 104 mila quella straniera, con una variazione percentuale superiore al 60%, concentrato soprattutto nel primo anno di crisi.

Più contenuta, ma di ampiezza rilevante, la crescita della componente italiana (+18,4%) che nel primo anno di crisi ha visto il 62,6% dei licenziamenti. Lo si apprende dalla presentazione della sintesi rapporto 2011, ‘L’immigrazione per lavoro in Italia: evoluzione e prospettive’, messo a punto dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.