L’AQUILA – Un progetto per rilanciare l’economia locale dell’artigianato e delle piccole e medie imprese e l’alleggerimento dell’Imu sugli immobili destinati ad attività produttive.
È questa la richiesta che fanno a gran voce davanti ai municipi delle maggiori città abruzzesi (Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo, Montesilvano, Spoltore, Penne, Ortona, Vasto, Lanciano, San Salvo, Avezzano, Sulmona, Giulianova e Roseto), le confederazioni nazionali dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa regionale (Cna) delle quattro province, nella giornata di protesta di oggi che è stata chiamata, non a caso, “Imu day”.
Una decina di persone davanti a ogni sede comunale ha lasciato volantini e spiegato la grave situazione in cui versa la piccola economia locale e la tassa sugli immobili al 7,6 per mille applicata ovunque tranne che a San Salvo (Chieti), rappresenta solo una aggravio ulteriore delle casse.
“Abbiamo chiesto a tutte le amministrazioni di abbassare l’imposta al minimo che è il 4,6 per mille – spiega ad AbruzzoWeb Graziano Di Costanzo, direttore regionale Cna che questa mattina si è recato personalmente presso la sede di Pescara – ma non ci hanno dato speranze. Per il momento non sono in grado esaudire le nostre richieste per problemi di bilancio. Ma se dovessero trovare delle risorse in più valuteranno la possibilità di abbassarla”.
“Noi andremo avanti, questa è stata solo la prima di una serie di iniziative – commenta il direttore – Oggi si è parlato anche delle brutte sorprese che potrebbe riservare il gettito a tutti i comuni: le somme che pensano di incassare dalle piccole e medie imprese potrebbe anche non verificarsi”.
“Le economie locali – illustra – sono allo stremo delle forze e non si può pensare di risolvere il problema continuando ad aumentare le tasse. La situazione è complicata”.
Fa eco a Di Costanzo anche il direttore Cna dell’Aquila, Agostino Del Re, che dalla sede comunale di Villa Gioia spiega: “la nostra richiesta è di applicare l’aliquota minima dell’Imu per i laboratori artigianali e commerciali e chiediamo, inoltre, che si torni a programmare la nostra attività nel centro storico con un veloce recupero degli edifici”.
L’esempio da seguire è quello del Comune di San Salvo (Chieti), grande centro industriale, che ha abbassato l’Imu al 4,6 per mille.
“La nostra è diventata una battaglia nazionale – continua Del Re – i comuni non hanno la possibilità di abbassare alla minima per via dei tagli imposti dal governo centrale. Noi sappiamo bene qual è la situazione e cerchiamo di essere collaborativi con l’amministrazione locale, ma serve comunque una soluzione che possa dare una boccata d’aria a noi e sia una risposta all’unico settore in grado di ripristinare l’assetto economico dello Stato. Che sappiamo tutti essere artigianato e agricoltura”, conclude.



