L’AQUILA – Fa ancora discutere il caso dell’Imposta municipale unica (Imu) che andrà a stangare anche le case distrutte, un iniquo balzello per i cittadini colpiti dal terremoto di tre anni fa.

In base alla formulazione attuale, infatti, la nuova norma sarà fatta pagare a metà a chi ha una casa inagibile per qualsiasi motivo, quindi anche la scossa di magnitudo 6.3.

E la politica abruzzese si è già mobilitata su quello che rischia di diventare un tema caldo in campagna elettorale, soprattutto se qualcuno riuscisse ad attribuirsi la paternità di un correttivo a quest’ingiustizia.

“Bisogna evitarlo a tutti i costi e c’è la volontà di farlo”, assicura il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

“Ne ho già parlato con il governo nazionale e presto arriverà la norma che farà giustizia di quella che sarebbe una forte ingiustizia”.

Di trattativa con il governo parla anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis: “Sarebbe una follia – sbotta – l’Imu dovrebbe far rientrare soldi al Comune, ma mi chiedo cosa farebbe rientrare all’amministrazione? Soldi che non ci sono, per case che ancora non vengono ricostruite”.

Gdm pensa che “ci sia un ampio margine, mi auguro che da qui alle prossime settimane le forze politiche, sindacali, e produttive della città si trovino unite per opporsi con serenità e fermezza a questa follia”.

A sottolineare il ruolo del Comune è chi è stato seduto sui banchi fino alle scorse settimane, il consigliere comunale uscente Angelo Mancini.

“Non abbiamo fatto ancora nulla sull’Imu – premette – non c’è un regolamento, perché il Consiglio comunale ancora non approva il bilancio di previsione. Ci sarà un range per quest’imposta, ma in aula ancora non se n’è discusso per niente”.

Per Mancini, comunque, “la battaglia è prima di tutto nazionale, perché se passa quell’emendamento (sul 50 per cento, ndr) poi l’assemblea civica non potrà più modificarlo”.

Di diverso avviso il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, che bacchetta l’amministrazione uscente.

“Si protesta per il 50 per cento – afferma . ma l’aliquota zero sulle case inagibili non deve fissarla il legislatore, spetta al Comune. È stato fatto il regolamento comunale? No, e allora di che ci lamentiamo?”. (alb.or.)