L’AQUILA – Sono ancora in rivolta le imprese edili che hanno lavorato alla ricostruzione pubblica post-sisma dei beni monumentali ma che ormai da sette mesi non vengono pagate a causa del buco burocratico nella direzione regionale dei Beni culturali.

Imprese che qualche giorno fa hanno di nuovo manifestato il proprio dissenso dinanzi alla sede aquilana di Villa Gioia.

Non sono bastate le rassicurazioni dell’attuale direttore regionale ad interim, Francesco Scoppola, a placare l’ira degli imprenditori, perché la promessa di pagamenti rapidi entro il 30 novembre è accompagnata da un nuovo intoppo: la richiesta di una polizza fideiussoria da parte degli uffici pubblici prima di procedere al saldo delle spettanze.

Si tratta di una vera e propria ‘assicurazione sulla vita’ per Scoppola che, a dispetto della brevità del mandato 15 ottobre-30 novembre, un mese e mezzo lordo che diventa meno della metà contando domeniche, festivi e impegni in Umbria dove pure è direttore, ha capito come il suo percorso sia minato e il rischio di uno scivolone concreto e presente.

La fideiussione è una garanzia bancaria che la ditta deve ottenere e presentare, pari all’importo che le è dovuto da parte della direzione Mibact, per poter mettere le mani sui contanti.

In caso di problemi di ogni genere come inchieste giudiziarie, blocco di pagamenti, assenza di fondi, crisi aziendali eccetera, la direzione potrà escutere quella garanzia, rientrando dei soldi versati e chiudendo con zero perdite.

Un escamotage molto semplice che eviterà a Scoppola possibili rogne di ogni genere, dalle inchieste contabili della Corte dei conti a quelle giudiziarie della procura della Repubblica che hanno già coinvolto il suo predecessore, Fabrizio Magani, trasferito ad altro incarico a metà aprile anche per questo motivo.

Dal suo punto di vista il ragionamento del direttore ad interim non fa una grinza ma gli imprenditori non possono che considerarlo un capestro, visto che già sono in crisi da mesi e mesi di pagamenti rimasti sulla carta, a fronte di somme quasi sempre anticipate in moneta sonante per pagare i fornitori, gli operai e i subappaltatori. Di qui la prosecuzione della protesta.

Intanto sono arrivati i dipendenti “prestati” dalla Regione Abruzzo grazie all’accordo siglato tra il direttore Scoppola e il governatore, Luciano D’Alfonso.

Da quanto si è appreso, si tratta di avvocati: un altro segnale che i pagamenti per le ditte saranno fatti con il bilancino, preoccupandosi prima di tutto di ‘non prenderle’, insomma di rispettare al millimetro le leggi e le procedure burocratiche, e solo poi di schiacciare sull’acceleratore per correre in soccorso delle aziende.

Come se non bastasse, il vaglio dei legali significa, per ogni singola pratica, rivedere la genesi, il percorso amministrativo di atti già vistati. Vengono rimesse in discussione decisioni già prese tempo fa dalla stessa struttura interna della direzione: Scoppola, insomma, non si fida di nessuno.