L’AQUILA – Imprenditori aquilani sul piede di guerra con la Cassa di risparmio e il sistema bancario in generale.

Agli istituti di credito si rimprovera, a seconda dei casi, troppa severità nell’erogazione del credito e anche tempi troppo lunghi per l’approvazione delle pratiche, che portano le aziende aquilane ad arrivare sempre con l’acqua alla gola a mettere le mani sui sospirati finanziamenti.

Stanchi della situazione, gli imprenditori si sono rivolti alle associazioni di categoria che hanno perorato queste lagnanze alla banca.

La Carispaq è corsa ai ripari e ha convocato una sorta di “stati generali” a puntate, chiamando a raccolta le associazioni di categoria, cui si sono rivolte gli imprenditori, per registrare le criticità e tentare di arginare i problemi con una serie di correttivi.

Appena in tempo prima che si scatenasse l’emergenza neve, le consultazioni hanno preso il via con l’Associazione provinciale piccole industrie  (Api), in un summit tra il presidente, Luciano Mari Fiamma, e lo stato maggiore Carispaq, capeggiato dal direttore generale Vittorio Iannucci.

“È stato assicurato – ha commentato Mari Fiamma – che la restrizione del credito per L’Aquila non c’è. C’è invece una maggiore selettività, un metodo che c’era già pre sisma. Se ci sono prospettive per un’azienda, non ci sono troppi problemi a ottenere i finanziamenti”.

“Non dimentichiamo – ha aggiunto – che gli istituti bancari hanno a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti un nuovo plafond di 10 miliardi riservati alle Pmi: Carispaq si attiverà per questa opportunità, c’è una circolare per sbloccare questo canale già dai primi giorni di marzo. In tal senso c’è stato un incontro con il presidente di Bper, la capogruppo della Carispaq”.

Mari Fiamma si è concentrato su quella che invece ritiene “la vera criticità, cioè la struttura sovraccarica, che fa diventare i tempi troppo lunghi. A Iannucci – ha proseguito – abbiamo chiesto di abbreviare i tempi di istruttoria e approvazione delle pratiche: i soldi quando servono servono e i tempi biblici non vanno bene”.

La risposta della storica banca cittadina è stata che “si stanno attivando al massimo per abbreviare questi tempi con interventi sulle filiali; so che il nuovo direttore le sta visitando una a una. La ristrutturazione in itinere c’è – ha prospettato il presidente Api – penso ci vorrà un mese e mezzo o due”.

Dubbi sul resto del sistema creditizio nell’Aquilano. “Esclusa la Popolare dell’Adriatico, che appartiene a Intesa Sanpaolo e in qualche maniera si è mossa – ha evidenziato Mari Fiamma – tutte le altre banche sono bloccate per la carenza di liquidità”.

“Come associazione e come Confidi – la nota polemica – ci domandiamo, i soldi della Banca centrale europea erogati al sistema bancario, chi li ha presi? Come e quando verranno utilizzati? A meno che queste banche, che pagano l’un per cento di interessi, non li usino per comprare titoli di stato che rendono il 4 per cento e guadagnarci…”.

La querelle-credito, comunque, è tutt’altro che chiusa. “Il confronto è costante”, ha concluso Mari Fiamma, lasciando intravedere nuove puntate.

Non appena si smetterà di pensare solo al gelo e agli spazzaneve, infatti, sarà la volta dell’associazione provinciale dei costruttori (Ance), con il presidente, Gianni Frattale, che rappresenterà la situazione difficile dell’edilizia, che ha fin troppo lavoro da fare nell’ambito della ricostruzione ma dall’altra parte troppi soldi da anticipare. (alb.or.)