MONTESILVANO – “Il Wwf si era occupato fin dal 2008 degli impianti delle ditte Itrofer e Riab, con lettere e diffide all’Ufficio Rifiuti della Regione e alla Provincia di Pescara”.

Il giorno dopo il sequestro degli impianti, l’associazione ambientalista interviene con una nota sulla vicenda.

Il Wwf ricorda di aver sollevato “pesanti dubbi su quanto avveniva in quell’area e sull’inosservanza parziale di un’ordinanza sindacale a cui, però, non si era dato seguito. Tra l’altro – prosegue la nota – l’Ufficio Rifiuti della Regione aveva rallentato l’accesso agli atti dell’associazione, venendo poi smentito clamorosamente dall’Ufficio Legale della Regione stessa che diede pienamente ragione alle tesi del Wwf sul diritto di accesso agli atti in materia ambientale”.

“Già nel 2008 e 2009 avevamo sollevato pesanti dubbi sulla situazione – dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale Wwf – evidenziando inadempienze e ritardi nell’intervento da parte delle amministrazioni pubbliche deputate al controllo di un settore delicato quale quello in cui erano impegnate le due ditte”.

“Purtroppo – conclude – per l’ennesima volta constatiamo come sia solo la magistratura a esercitare l’azione di controllo e l’erogazione di provvedimenti efficaci”.

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