CELANO – Terreni stanchi e soggetti da sempre allo stesso tipo di coltura. Sarebbe anche e soprattutto questo, secondo l’imprenditore agricolo di Celano (L’Aquila) Berardino Piperini, una delle cause della diffusione del virus Lswv a danno delle coltivazioni di radicchio e insalata nei terreni del Fucino.

Un virus che anche a detta dello stesso Piperini, “torna a far paura agli agricoltori marsicani”. Tanto da indurre Confagricoltura L’Aquila e Sata srl a chiamare a raccolta i migliori specialisti del settore al fine di comprendere meglio questa malattia e trovare le indicazioni per contenerla, riuniti l’altro giorno a Trasacco (L’Aquila). Soprattutto a fronte della stagione estiva passata, quando l’Lswv ha danneggiato ettari e ettari di raccolto, con danni ingenti per le produzioni di insalata e radicchio.

“In realtà – precisa Piperini – si tratta di un virus sempre esistito. La vicenda dello scorso anno ha fatto più scalpore semplicemente perché la malattia si è sviluppata in più zone, per lo più in prossimità della raccolta”.

I danni patiti ai tempi sia dai produttori sia dai circa 3 mila dipendenti impegnati quotidianamente nei campi, sono stati ingenti, anche a fronte delle scarsa efficacia dei rimedi attuati contro le virosi delle piante.

Scarsa efficacia che torna anche quest’anno a preoccupare tutti in vista dell’arrivo della bella stagione. Il picco, anche a detta dell’imprenditore agricolo, anche quest’anno “dovrebbe svilupparsi attorno al periodo estivo, in quanto si tratta di un virus che non resiste alle basse temperature”.

“La preoccupazione – precisa in tal senso – è poi legata al fatto che anche la stagione invernale è stata piuttosto calda rispetto alla media e caratterizzata da rovesci scarsi, causando quindi siccità”.

A testimonianza di tutto questo, si aggiunge anche l’impoverimento del fiume Giovenco che scarica nel Fucino il 50 per cento delle acque impiegate in agricoltura.

“A mio avviso – conclude Berardino Piperini – si potrebbe anche provare a variare le colture dei terreni, in modo tale da mantenere o migliorare la fertilità del suolo destinato alla coltivazione e, quindi, cercare di risolvere il problema”.